Primo maggio, la festa del lavoro è diventata una festa della disoccupazione, a marzo il tasso di disoccupazione stimato dall’Istat è aumentato infatti di 0,2 punti percentuali arrivando al 13%, rimanendo tra i livelli più elevati. Su base mensile, ci sono 52mila disoccupati in più (+1,6%) mentre nei dodici mesi il numero dei disoccupati è cresciuto del 4,4%, pari a 138mila persone in più, e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti. con un’analisi di Claudio Tucci. Mentre il parlamento è bloccato per l’italicum i giovani italiani nonostante le riforme del jobs act restano a casa senza lavoro. La percentuale si attesta al 43%, 8mila in più pari al +1,2 per cento. Sempre a marzo, rileva l’ultima stima provvisoria su occupati e disoccupati diffusa dall’Istituto di statistica, si registrano variazioni di lieve entità della partecipazione al mercato del lavoro dei giovani tra i 15 e i 24 anni rispetto a febbraio. L’occupazione giovanile è sostanzialmente stabile nell’ultimo mese: il tasso di occupazione è pari al 14,5 per cento. Il numero dei giovani inattivi è scesa dello 0,3% su mese (-11mila). Il tasso di inattività dei giovani tra i 15 e i 24 anni diminuisce di 0,1 punti percentuali, arrivando al 74,5 per cento. Nel complesso, il tasso di occupazione, sempre a marzo, è sceso di 0,1 punti percentuali su base mensile attestandosi al 55,5 per cento. Dopo il calo del mese di febbraio, sempre a marzo 2015, gli occupati sono diminuiti dello 0,3%, pari a 59mila in meno, tornando ai livelli dello scorso aprile. Su base annua, l’occupazione è in calo dello 0,3%, pari a 70mila in meno, e il tasso di occupazione di 0,1 punti percentuali.

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Emidio

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