Si mandano uomini sulla Luna e robot su Marte. Si progettano viaggi interstellari, esplorazioni del cosmo e conquista dei pianeti extraterrestri. Con tutto questo bagaglio (fanta)scientifico come è possibile che nessuna agenzia spaziale della Terra sia riuscita a prevedere l’imminente pioggia di meteoriti che questa mattina ha causato 400 feriti in Russia? Da mesi e mesi non si fa altro che parlare di 2012 DA14, l’asteroide che stasera sfiorerà il nostro pianeta. La Nasa lo ha monitorato, catalogato, studiato, calcolando perfino la composizione chimica e la traiettoria che compierà, l’orario preciso del passaggio e la distanza a cui si avvicinerà. No, non si spiega.Non si spiega come con i suoi potenti telescopi, una potenza mondiale come l’agenzia spaziale americana (ma anche le altre) non sia riuscita neanche lontanamente a prevederlo. Si legge in una nota sul portale della Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, che secondo le stime preliminari questo oggetto si qualifica come un meteorite, si muove a circa 30 km / s con una traiettoria bassa. L’oggetto non è stato individuato dalle agenzie di sorveglianza russe e straniere, a causa delle particolari caratteristiche del suo moto“. L’unica cosa di cui Nasa e Roscosmos sono sicure è che la pioggia di meteoriti non è collegata all’imminente passaggio di 2012 DA14. Questa tenace dichiarazione di entrambe le parti non fa altro che alimentari i dubbi. Partendo dal presupposto che è già difficilissimo credere che un evento del genere non sia stato prevedibile, anche in minima parte, come si può pensare che le meteoriti non abbiano fatto da apripista all’imminente asteroide? Una spiegazione sul silenzio della Nasa e delle altre ci sarebbe. Se avessero divulgato che alcune meteoriti, collegati all’arrivo di 2012 DA14,  stavano per oltrepassare l’atmosfera terrestre, probabilmente avrebbero creato panico incontrollabile, evidentemente più pericoloso da arginare rispetto a una pioggia di meteore. Magari non si aspettavano un impatto del genere e come storia ci insegna, i ragionamenti dei piani alti sono sempre stati “sacrifichiamone uno per non sacrificarne 100”.
E così, detto fatto.

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Emidio

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