Personalmente non mi sono mai piaciuti i prodotti Apple.  Ma sono sempre pronto ad essere stupito dalla società di Cupertino. Non è successo neanche stavolta.  Cercherò di descrivere nel modo piu chiaro possibile quello che è successo oggi nella presentazione del nuovo iPhone 6.  Le 10 del mattino, le 19 in Italia, e Tim Cooks, successore di Jobs, si è presentato sul palco del Flint Center di Cupertino con queste parole: “Oggi abbiamo il piacere di annunciare il più grande avanzamento dell’iPhone e pensiamo che alla fine della giornata sarete d’accordo con noi che si tratta di un giorno chiave per Apple”. L’attesa era per il nuovo melafonino, in verità due, iPhone 6 e iPhone 6 Plus, ma a stupire sembra sia stato di piu il nuovo smartwatch, non potevano far altro che chiamarlo Apple Watch. La sua presentazione ha strappato addirittura una standing ovation, e che sarà mai? Vabè non voglio dare giudizi personali, vado avanti con il racconto. Cook lo ha  descritto cosi: “È il dispositivo più personale che abbiamo mai creato e può essere usato per comunicare con nuove modalità ed è un dispositivo per salute e fitness”, aggiungendo: “ci siamo impegnati per creare il miglior orologio del mondo e il più preciso.

È sincronizzato con il tempo universale standard”. L’Apple Watch impiega nuove tecnologie e sensori come il taptic engine e funziona con l’iPhone. Ne è prevista addirittura una versione da 18 carati. Per quanto riguarda i due iPhone 6 (uno da 4.7 pollici e un altro da 5.5 pollici) saranno disponibili con il nuovo sistema operativo iOS 8 che permette il multitasking sullo schermo, sono anche notevolmente più sottili: 7,1 mm il 6 Plus  e 6,9 mm il 6, contro i 7,6 millimetri dell’ultimo iPhone. Hanno spostato il tasto di accensione, ora è posizionato sul lato della scocca, anziché sul bordo superiore. Il processore è stato migliorato, i nuovi iPhone montano un chip A8, seconda generazione a 64 bit con 2 miliardi di transistor, il doppio rispetto al 5S e una CPU dek 25% più veloce. Inoltre Apple promette risultati migliori del 50% sul fronte grafico. Le performance grafiche sono state aumentate di 84 volte rispetto al primo iPhone, l’iPhone 6 ha una risoluzione di 1334 per 750 (720 HD) con una densità di 326 pixels per pollice. Il Plus invece ha una risoluzione di 1920 per 1080 (1080HD) pari a una densità di 401 pixels per pollice. Una caratteristica del nuovo iOS è quella di poter riorganizzare in orizzontale le schermate delle applicazioni: su questo fronte, Apple sottolinea la disponibilità di 1,3 milioni di app. Hanno affermato che il nuovo iPhone 6 è più efficiente dal punto di vista energetico, si parla di un miglioramento del 50%. Per quanto riguarda la fotocamera i nuovi iPhone 6 hanno un sensore da 8 megapixel completamente rinnovato con una apertura di f/2,2. Grazie al sistema Focus Pixels peraltro la messa a fuoco si preannuncia più precisa e veloce.  L’iPhone 6 e il 6 Plus saranno in vendita negli Stati Uniti e in altri 8 Paesi a partire dal 19 settembre, con preordini dal 12, per arrivare a 115 paesi entro fine anno. I prezzi Usa vanno da 199 a 399 dollari da 16 a 128 GB con due anni di contratto con un operatore telecom in Usa per il “6”e cento dollari di più a taglio per il “Plus”. Tim Cook seguito subito dopo dal vicepresidente Eddie Cue ha presentato “Apple Pay”, il nuovo sistema di pagamenti “made in Cupertino”. Inizialmente sarà in funzione in 220.000 negozi negli Stati Uniti, tra cui quelli di McDonald’s, Subway, Whole Foods, Disney Store e ovviamente gli Apple Store. «La nostra intenzione è rimpiazzare i portafogli tradizionali», ha detto l’amministratore delegato Tim Cook.  Apple Pay permette agli utenti di lasciare a casa carte di credito e contanti e di pagare nei negozi tramite il nuovo iPhone, che avrà un sistema di sicurezza basato sulla lettura delle impronte digitali. Google Wallet è stato un fiasco, ma gli esperti del settore sono convinti che Apple possa avere successo in questo settore, forte anche del sistema operativo più sicuro, di un sistema di sicurezza basato sulla lettura delle impronte digitali e di numerosi accordi già conclusi con istituti di credito e rivenditori.

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Emidio

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