Il segretario del Pd: ”Manovre non ne facciamo più”. Poi, dopo il no del governo alla Cgil che chiedeva di non procedere con tavoli bilaterali: ”La questione va risolta con buonsenso, senza creare pregiudiziali”. Su Equitalia: ”Non darò ragione a Grillo. In questo momento ci sono le pallottole”

“Adesso bisogna che l’Europa agisca collettivamente: l’Italia non affonderà l’Europa, ma sia chiaro che l’Europa di Merkel e Sarkozy non può farci affondare tutti”. Lo dice Pier Luigi Bersani a Sky Tg24.  “Noi dobbiamo avere una posizione nazionale in Europa e dire che noi siamo pronti a fare riforme, andremo avanti nel cambiamento, ma noi – sottolinea il segretario del Pd – manovre non ne facciamo più perché non si può chiedere di più a un Paese che raggiunge il 5 per cento di avanzo primario l’anno”.

  Quanto ai sindacati, “veniamo da un’esperienza di divisione del mondo del lavoro che non ha portato a nulla – rimarca il leader democratico – Poi con l’accordo del 28 giugno si è raggiunto un punto di coesione. Voglio credere che né il governo né le parti sociali vogliono romperlo. Sennò si torna indietro”.

  “La questione del formato degli incontri va risolta con buonsenso, senza creare pregiudiziali e divisioni in premessa”, dice Bersani dopo il no del governo alla Cgil che chiedeva di non procedere con tavoli bilaterali nel confronto con le parti sociali.

  “Non ho ancora capito – aggiunge il segretario del Pd – quale sia il nodo della questione. Mi sembra che sarebbe il caso di procedere nel modo più semplice e immediato: c’è stato un accordo il 28 giugno con tutte le parti sociali. Si parte come si vuole – sottolinea – ma è lì che si deve arrivare”.

  Bersani si riserva di dare un giudizio compiuto sull’esecutivo ma, “mettiamola così, non sono pentito di avere dato la fiducia al governo Monti”. Il governo “è partito con un certo piglio, anche se non ho condiviso tutto. Eravamo sul precipizio e ci siamo fermati, abbiamo cominciato a contenere la situazione e impostare qualche riforma. C’è ancora moltissimo da fare, dunque ci riserviamo il giudizio”.

  Poi Equitalia. Il Pd ha presentato da tempo proposte per migliorarne il funzionamento ma “non darò ragione a Grillo”, dice il leader del Pd. Perché “in questo momento ci sono le pallottole” e non può esserci “giustificazione per chi intende usare la violenza, anche perché andiamo incontro a mesi delicati”.

 E ancora i costi della politica. Il leader democratico rivendica di chiedere da tempo l’equiparazione dei costi della politica a quelli europei. Ben vengano altri tagli, ma “evitiamo titoli che non rendono giustizia alla condizione reale, altrimenti sembra che i parlamentari siano la causa di tutti i mali…”.

 

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Emidio

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