A Mirano il Duomo di San MIchele è pieno di fedeli per la messa di Natale. E’ passata da poco la mezzanotte, il coro sta per cantare, ma viene interrotto da un urlo che stravolge l’aria di festa e la sacralità della funzione. Un ragazzo si fa largo nell’atrio della porta laterale e lascia partire una bestemmia con tutta la forza e il fiato che ha in corpo. Subito dopo si divincola e scappa lasciando attoniti tutti. A parte il fatto che se fossi stato presente io sarei scoppiato a ridere, pensateci bene, se uno deve bestemmiare in chiesa meglio che lo fa in un occasione solenne come il Natale… Chi non ha mai sognato di fare una roba del genere? Sto sdrammatizzando è chiaro, il problema è che ci sono tante ma tante persone sole in questo nostro povero mondo. Pensiero condiviso anche dal celebrante, Monsignor Lino Regazzo che fa ripartire il coro mentre si guarda attorno sbigottito. Non potendo far finta di nulla il parroco nella sua omelia commenta cosi il fatto appena accaduto: “la voce che ci ha disturbato è un segno di solitudine, un segno di esasperazione” Come dargli torto? Del bestemmiatore solitario ancora nessuna traccia

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Emidio

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