Non sono affatto chiare le cause che hanno ridotto in fin di vita la 45enne di Bazzano ricoverata martedì sera all’ospedale Maggiore di Bologna per un sospetto avvelenamento alimentare. La donna, di origine toscana, che è incinta e prossima al parto, e che abita nella zona residenziale del capoluogo di Valsamoggia, è in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione e in pericolo di vita per avere ingerito una bevanda gassata avariata o con più probabilità contaminata con una quantità importante di soda caustica. È stata soccorsa presso la sua abitazione poco dopo le 20,30 dal personale del pronto soccorso della Pubblica assistenza di Castello di Serravalle che fa capo all’ospedale Dossetti di Bazzano. Ai sanitari ha spiegato di avere forti dolori di stomaco insieme a spasmi e conati di vomito. Dopo una prima sosta all’ospedale Dossetti è stata indirizzata al Maggiore dove è stata sottoposta ad una lavanda gastricae ricoverata in terapia intensiva. Nella serata di ieri avrebbe manifestato segni di miglioramento, così come si apprende che, allo stato attuale, l’intossicazione della madre non avrebbe avuto ripercussioni negative sullo sviluppo del feto. Il compagno, non convivente, sarebbe stato presente al fatto ed avrebbe spiegato ai sanitari che l’insorgere dei sintomi da avvelenamento sarebbe avvenuto poco dopo che la sua compagna ha bevuto un sorso abbondante di una nota bibita gassata acquistata presso un supermercato della zona. Su questo e su altri particolari ci sarebbero versioni contraddittorie. Ieri mattina i carabinieri del Nas e della stazione di Bazzano si sono recati presso il supermercato in questione dove hanno condotto accertamenti per individuare il lotto della bevanda alla quale appartiene la bottiglia in plastica recuperata nell’abitazione. Non risultano però ad ora provvedimenti di sequestro della bevanda regolarmente disponibile nei diversi formati sugli scaffali. Una situazione che fa pensare come, accanto alla prima ipotesi di intossicazione accidentale, gli inquirenti stiano vagliando altre ipotesi investigative come il tentativo di omicidio. Insomma non si esclude che l’avvelenamento sia avvenuto in un contesto diverso da quello inizialmente ipotizzato. Per questo motivo nella stazione di Bazzano ieri sono stati sentiti per diverse ore il compagno della donna e anche il padre sopraggiunto all’alba dalla Toscana per stare vicino alla figlia.

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Emidio

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