D3087561602al primo agosto l’Unità sospenderà le pubblicazioni. La decisione è stata comunicata con una nota di due righe e mezzo: “I liquidatori di Nuova Iniziativa Editoriale Spa in liquidazione, società editrice de L’Unità, a seguito dell’Assemblea dei soci tenutasi in dato odierna comunicano che il giornale sospenderà le pubblicazioni a far data dal 1 agosto 2014”. Sul sito del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, il comunicato del comitato di redazione intitolato “Fine della Corsa”. “Dopo tre mesi di lotta – si legge nel comunicato del cdr -, ci sono riusciti: hanno ucciso l’Unità. I lavoratori sono rimasti soli a difendere una testata storica. Gli azionisti non hanno trovato l’intesa su diverse ipotesi che avrebbero comunque salvato il giornale. Un fatto di gravità inaudita, che mette a rischio un’ottantina di posti di lavoro in un momento di grave crisi dell’editoria. I lavoratori agiranno in tutte le sedi per difendere i propri diritti. Al tempo stesso, con la rabbia e il dolore che oggi sentiamo, diciamo che questa storia non finisce qui. Avevamo chiesto senso di responsabilità e trasparenza a tutti i soggetti, imprenditoriali e politici. Abbiamo ricevuto irresponsabilità e opacità. Questo lo grideremo con tutta la nostra forza. Oggi è un giorno di lutto per la comunità dell’Unità, per i militanti delle feste, per i nostri lettori, per la democrazia. Noi continueremo a combattere guardandoci anche dal fuoco amico”. “Oggi è il giorno della verità”, aveva scritto stamane il comitato di redazione del giornale. “Il giorno in cui i soci della Nie e i liquidatori dovranno assumersi la responsabilità sul futuro del giornale. Ieri abbiamo avuto un ulteriore incontro con i rappresentanti dell’Editoriale Novanta. In questo incontro è emersa la concreta possibilità di aprire un confronto costruttivo per una rapida conclusione delle intese necessarie a garantire la continuità aziendale, la salvaguardia dei livelli occupazionali e il pagamento delle spettanze arretrate dei lavoratori”. “In questi mesi”, continuava la nota del Cdr, “pur non ricevendo stipendi, abbiamo garantito l’uscita in edicola de l’Unità, tutelando così il patrimonio della testata e il rapporto con la comunità dei nostri lettori. Lo stesso senso di responsabilità chiediamo oggi a chi è chiamato a prendere decisioni che riguardano la vita del quotidiano fondato novant’anni fa da Antonio Gramsci”. Alla notizia della comunicazione delle sospensioni del giornale, il vicedirettore Pietro Spataro ha scritto su Twitter un messaggio piuttosto polemico, riferendosi anche al governo Renzi. Cinguettio cui ha risposto indirettamente anche il premier Matteo Renzi che ha ritwittato le parole del tesoriere del Pd Francesco Bonifazi sulla chiusura dell’Unità, per il quale il giornale fondato da Antonio Gramsci è stato sospeso “non per colpa del Pd ma di chi ha fatto debiti per 30 milioni ma noi manteniamo la promessa: riapriremo l’Unità”. In un altro tweet Renzi risponde ad un follower per il quale l’Unita non deve essere nella disponibilità del Pd e di Renzi. “Purtroppo non lo è – ribatte Renzi – se lo fosse non chiuderebbe”. Da mesi l’Unità vive una grave crisi di liquidità e negli ultimi tempi, contro le decisioni della società editrice, i giornalisti della testata hanno anche scioperato per molti giorni omettendo le loro firme agli articoli. La notizia della sospensione delle pubblicazioni arriva nell’anno del novantesimo anniversario della sua fondazione.

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Emidio

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