In fondo ti capisco. Ti conosco come le mie tasche.

Nascondersi semplicemente per crearsi degli strati e per distrarsi da se stessi. Aiuta ad essere selettivi, l’importante è avere in linea di massima la consapevolezza di ciò che stai mostrando, e prendersene la responsabilità. Ma tu non ce l’hai questa consapevolezza, sei una persona che non ha ancora imparato ad accettarsi del tutto. Non vuoi o non hai voglia. Non puoi mostrare ciò che sei davvero, poichè sei la prima a non averlo compreso. Hai tante  maschere che celano solo tanta insicurezza. Le maschere si usano quando non ci piace quello che c’è sotto.   Esistono vari tipi di maschere, e ogni persona ne possiede molteplici da indossare a seconda delle circostanze. Maschere create ad hoc per apparire o per nascondersi. Il problema  sorge quando la maschera indica finzione e non uno degli aspetti molteplici della nostra personalità. E quando si finge si è fragili, sia nel confronto con gli altri che nel confronto con se stessi. E’ evidente che quando si ricorre ad una “maschera” ci si vergogna di se stessi.. si soffre di complessi di inferiorità in relazione alle altre persone. Scattano cosi dei meccanismi “subdoli”.  Diventiamo ipersensibili alle critiche e ai giudizi degli altri, e quando questo accade scappiamo… come hai fatto tu..  Chiudo citando un verso  di una canzone, inizio a rimandare al mittente tutte le frasi che mi sono state rivolte tempo fa, inizio con questa: >dalla merda non ci esci profumata chanel<  Ecco.. in questo momento il tuo cattivo odore arriva fin qui, e non te l’ho di certo attaccato io.

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Emidio

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