New York ha un nuovo sindaco dal nome italiano, che ha pronunciato questa notte il suo discorso di accettazione in inglese e spagnolo, davanti ad una folla multietnica piena di persone di colore. Bill de Blasio è salito sul podio alle 10 e mezza, le quattro e mezza di mattina in Italia, un’ora dopo che il suo avversario, il repubblicano Joe Lhota aveva gettato la spugna con il rituale discorso di resa, e solo 90 minuti dopo la chiusura dei seggi. Non c’è stata nessuna incertezza: i newyorkesi hanno confermato nell’urna la determinazione che avevano già mostrato nei sondaggi, ed hanno consegnato al nipote di un emigrante sannnita la corona di sindaco della città, che da 20 anni non premiava un democratico. A presentarlo nella sala di una vecchia caserma, oggi divenuta una palestra del quartiere di Brooklyn, è stata la moglie Chirlane, fragile nel corpo e nella voce, ma di volontà risoluta e generosa nell’offrire il marito “dalla nostra famiglia alla comunità della città di New York”. Il quadro familiare è completato dal sedicenne Dante, grande capigliatura afro e per una volta vestito di tutto punto in completo nero, e la sorella Chiara, con un filo di fiori bianchi tra i capelli crespi. Questo icona di una famiglia multietnica e felice, proveniente dal quartiere ricco ma bene integrato di Park Slope in Brooklyn, ha conquistato il voto dei newyorkesi a partire dagli angoli più periferici, per poi convergere verso il centro della città. E’ un’immagine romantica e forse un po’ idealizzata della realtà newyorkese. Ma altrettanto romantica era l’iconografia di Camelot che circondava John Fitzgerald Kennedy, un politico al quale de Blasio non a caso è stato più volte accostato. Gli elettori si sono appassionati al suo messaggio di rinnovamento del tessuto sociale della città, e la classe media umiliata dalla crisi ha abbracciato la sua promessa di riscatto, così come è accaduto cinque anni fa con Obama. «Che nessuno si faccia illusioni a proposito: gli elettori hanno fatto una scelta progressista con questo voto» ha ricordato de Blasio in due lingue, per rimarcare che manterrà le promesse che ha fatto in campagna elettorale. Nella campagna elettorale ha promesso maggiore equità sociale in una città che era diventata “un parco per i ricchi”, e che ha tradito la sua vocazione di terra delle opportunità, dove anche un immigrato come suo nonno Giovanni, arrivato da Sant’Agata dei Goti all’inizio del 900, è riuscito a fare fortuna aprendo una sartoria che è stata premiata dal successo. «La nostrà città non deve lasciare nessuno indietro. Grazie di tutto quello che avete fatto, ma il nostro lavoro inizia ora e non abbiamo nessuna illusione sulle sfide che dovremo affrontare» ha detto De Blasio dal palco del suo comitato elettorale, sottolineando che New York, stasera, ha scelto una strada progressista. De Blasio ripete il messaggio in spagnolo: «Stanotte iniziamo a camminare come una sola città».De Blasio ha voluto ricordare suo nonno durante il discorso, e con lui salutare l’Italia, Roma e Sant’Agata, dove ha molti amici e dove conta di tornare in visita. Da Sant’Agata, che da settimane viveva questa campagna con partecipazione il suo staff ha ricevuto una cassa di spumante di Falanghina che sarà usato per i brindisi più intimi della famiglia.

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Emidio

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