È morto questa mattina Tonino Guerra, il poeta e sceneggiatore romagnolo collaboratore di tanti grandi registi, da Fellini ad Antonioni, da Rosi ai fratelli Taviani. Nato nel 1920, aveva da poco compiuto (il 16 marzo) 92 anni.

Da qualche tempo, avendo sentito che la fine si avvicinava, aveva scelto di tornare a vivere nella natia Santarcangelo, lasciando la casa-museo di Pennabilli – sede dell’associazione a lui intitolata – nella quale aveva vissuto dagli anni 80.

Ammalato da qualche mese, Guerra si era aggravato nelle ultime settimane ed era stato ricoverato a Rimini per accertamenti, ma i sanitari lo avevano rimandato a casa. Accanto a lui nell’ora del trapasso, anche il figlio Andrea Guerra, noto musicista. Nella sua lunga carriera ha collaborato alla scenaggiatura in una trentina di film dei più grandi registi. Tra le collaborazioni più feconde quelle con Michelangelo Antonioni (con cui ha realizzato ’L’avventura’, ’L’eclisse’, ’La notte’, ’Deserto Rosso’, ’Blow-up’, ’Zabriskie Point’, ’Al di là delle nuvole’, quest’ultimo anche con Wim Wenders) e Federico Fellini (con cui ha firmato ’Amarcord’, ’E la nave va’ e ’Ginger e Fred’) ma anche con Andrej Tarkovskij, Francesco Rosi, Luchino Visconti, Theo Angelopoulos, i fratelli Taviani, Marco Bellocchio, Vittorio De Sica, Jose Marìa Sànchez, Elio Petri, Giuseppe De Santis, Mario Monicelli.

Maestro elementare, nel 1943, durante la seconda guerra mondiale venne deportato in Germania e internato in un campo di concentramento a Troisdorf. «Mi ritrovai con alcuni romagnoli che ogni sera mi chiedevano di recitare qualcosa nel nostro dialetto. Allora scrissi per loro tutta una serie di poesie in romagnolo», raccontava sull’origine della sua vena poetica. Dopo la Liberazione si era laureato in pedagogia presso l’Università di Urbino (1946), con una tesi orale sulla poesia dialettale. Fece leggere i suoi componimenti a Carlo Bo. Ottenuti riscontri positivi, decise di pubblicarli, a sue spese. La raccolta s’intitolava ’I scarabocc’ (Gli scarabocchi) e Bo ne firmò la prefazione. Diventò membro di un gruppo di poeti, ’E circal de giudeizi’ (Il circolo della saggezza), di cui facevano parte anche Raffaello Baldini e Nino Pedretti.

Al 1952 risale invece il suo esordio nella prosa con un breve romanzo, ’La storia di Fortunato’. Ma è l’anno dopo che con il trasferimento a Roma avvierà la sua fortunata attività di sceneggiatore. Negli anni ottanta decise poi di tornare in Romagna. Dal 1989 si trasferisce a Pennabilli, centro del Montefeltro, dove ha dato vita a numerose installazioni artistiche. Si tratta di mostre permanenti che prendono il nome de I Luoghi dell’anima tra cui: L’Orto dei frutti dimenticati, Il Rifugio delle Madonne abbandonate, La Strada delle meridiane, Il Santuario dei pensieri, L’Angelo coi baffi, Il Giardino pietrificato. Una sua installazione artistica, «L’albero della memoria», è presente anche a Forlì, presso i Giardini Orselli. Pur essendo un artista stimato in tutto il mondo da moltissimi anni, il volto di Tonino Guerra divenne famoso presso il grande pubblico nel 2001, come testimone della catena di negozi di elettronica UniEuro, creando il tormentone dell’ottimismo, ripreso tra gli altri dal suo compaesano, e pronipote, Fabio De Luigi in un suo personaggio comico, l’Ingegner Cane. Nel 2010, in occasione dei suoi 90 anni, ha ricevuto il David di Donatello alla carriera. Il 10 novembre 2010 è stato insignito dall’Università di Bologna del Sigillum Magnum.

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Emidio

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