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Sette colpi di pistola sono stati sparati stamattina intorno alle ore 11.40 davanti palazzo Chigi a Roma, proprio mentre il neo presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, stava giurando al Quirinale insieme agli altri componenti del suo governo. Due carabinieri sono stati feriti. Sono un brigadiere e un appuntato. Il brigadiere è stato ferito alla gola ed è ricoverato all’Umberto I, ma non sarebbe in pericolo di vita. L’altro militare, un appuntato è stato colpito ad una gamba. Non è grave. Un terzo carabiniere è stato colpito da un malore. Ferita anche una passante da un proiettile di rimbalzo. Angelino Alfano, neo ministro dell’Interno, insieme con il ministro della Difesa Mario Mauro sono arrivati all’ospedale Umberto I dove si trova il brigadiere. «È il gesto di un pazzo e di uno squilibrato», ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno appena arrivato in piazza Colonna. E ha aggiunto: «Ma non ci dobbiamo stupire quando si inveisce continuamente contro il “Palazzo”, come se fosse da abbattere». L’uomo che ha sparato è stato fermato dalle forze dell’ordine. Si tratta di Luigi Preiti, 49 anni, un calabrese di Rosarno residente in Piemonte, non avrebbe precedenti penali.  E’ arrivato nella piazza in giacca e cravatta e ha cominciato a sparare. Ora si trova ricoverato al San Giovanni. L’uomo è stato immobilizzato da altri carabinieri e portato in caserma. Luigi Preiti è tornato a vivere a Rosarno, in Calabria, con i genitori circa due anni fa. Lo ha riferito il fratello Arcangelo che vive ad Alessandria. Dopo essersi trasferito in Piemonte negli anni Novanta, Preiti si è sposato e la coppia ha avuto un figlio, che ora ha dieci anni. Poi due anni e mezzo fa si è separato dalla moglie ed ha scelto di tornare a vivere a Rosarno, con i genitori. La moglie ed il figlio sono rimasti in Piemonte e vivono a Predosa (Alessandria). I carabinieri del reparto investigazioni scientifiche stanno eseguendo i rilievi davanti a Palazzo Chigi. In terra ci sono ancora sei cerchi bianchi tracciati con il gesso, attorno ad altrettanti bossoli. Nei pressi della camionetta dei carabinieri, nel punto dove uno dei due carabinieri è stato colpito, c’è invece una macchia di sangue. Tutti gli accessi a Piazza Colonna sono bloccati dalle forze dell’ordine. Intorno alle 11.30, Preiti è arrivato in piazza Colonna all’angolo tra Palazzo Chigi e il palazzo sede del quotidiano Il tempo. L’uomo ha cominciato ad urlare: «Sparatemi sparatemi», ma poi ha tirato fuori la pistola e ha cominciato a sparare contro il cordone di sicurezza nella piazza formato dai carabinieri. «Sparava come se fossero birilli», racconta un testimone oculare. Il primo carabiniere è stato colpito a distanza ravvicinata alla gola. Poi l’attentatore ha continuato a sparare contro gli altri militari ferendone almeno altri due. A quel punto «gli altri carabinieri si sono buttati tutti a terra – continua ancora il testimone -, mentre altri ancora lo hanno inseguito saltandogli addosso fermandolo e disarmandolo. All’inizio non ci siamo resi conto di niente, pensavamo fossero petardi». Nella zona sono arrivate diverse ambulanze per soccorrere feriti e altre persone che per la paura si sono sentite male e sono state portate nell’androne di Palazzo Chigi. Un padre e una figlia 11enne erano in piazza e hanno visto tutto: «La gente urlava e piangeva, – racconta il papà – guardavano il carabiniere a terra e urlavano “è morto”, noi ci siamo nascosti dietro la macchina. Avranno sparato una decina di colpi, ho coperto gli occhi di mia figlia». Lei dice: «Pensavo fossero petardi, ma non era così».

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Emidio

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