In Italia si trova un piccolo comune in provincia di Frosinone, nel Lazio, dal nome dai tratti “buffo”: esso si chiama Fumone. Al centro di questa cittadina si trova il suo famoso castello. La sua storia ha origini molto antiche e avvolte nell’oscurità. Sin dai suoi inizi fu importante vedetta e luogo di comunicazione. Essendo collocato sopra un’altura di 800 metri si trova nella straordinaria posizione strategica e di dominio sull’intera valle del Sacco e della strada maestra che collegava Roma e Napoli: la via Latina. Da cosa nasce lo strano e alquanto particolare nome “Fumone”? Deriva dall’antichissima funzione di comunicazione attraverso i segnali di fumo, segnali preannuncianti invasioni di nemici provenienti da sud e diretti verso Roma. Tra i vari fatti per cui esso è conosciuto vi è quello dell’imprigionamento, al suo interno, nel 1295 di papa Celestino V, il quale aveva abdicato sotto ordine diretto di Bonifacio VIII. IL 19 maggio 1296 Celestino V, confinato nelle segrete del castello di Fumone, dopo 10 mesi di prigionia, morirà dietro ordine di Bonifacio VIII (fatto molto probabile). La storia di questo castello è molto lunga ma oggi non voglio annoiarvi con dettagli storici ma con una storia decisamente più “appetibile”. Infatti l’aspetto più interessante per cui è conosciuto il castello sono le numerose leggende che lo circondano. Una di queste, la più particolare e crudele, quella che merita davvero attenzione riguarda la presenza in esso di un fantasma. Chi è questo fantasma? La leggenda narra di un bambino, il piccolo Francesco Longhi, figlio di Giovanni Longhi e della marchesa Emilia Caetani.

IL fanciullo nacque per ultimo dopo sette sorelle; nonostante questo era lui il legittimo erede del patrimonio dei genitori in quanto a quell’epoca non era questione di primogenitura ma di essere maschi. L’avidità delle sorelle riguardante la questione dell’eredità prese il sopravvento su di loro e uccisero con crudeltà e senza la minima pietà il loro piccolo fratellino. Nelle pappine del piccolo marchesino vennero somministrati minuscoli frammenti di vetro che alla fine condussero il bambino alla morte. Morì molto lentamente e tra atroci sofferenze. C’è chi sostiene che fosse stato usato il veleno, sta di fatto che il risultato non cambiò: il bimbo cessò di vivere. La madre, la marchesa Emilia Cateani, impazzì dal dolore e fece imbalsamare il piccolo con le stesse tecniche usate per imperatori e papi. Si racconta che la marchesa cambiasse ogni giorno i vestiti del marchesino continuandolo a occuparsene come se fosse vivo. Il suo corpo imbalsamato è custodito in una teca e tutt’oggi si è conservato in maniera sorprendentemente perfetta. Si narra che il fantasma della marchesa Cateani si aggiri tuttora nel castello durante la notte per far visita al piccolo Francesco. Lo stesso marchesino apparirebbe ogni notte. Molti hanno dibattuto intorno a questo fantasma (o fantasmi) tra cui la trasmissione televisiva “Mistero” nella puntata andata in onda su Italia 1 il 6 febbraio 2013. I conduttori del programma hanno fatto un esperimento attraverso l’aiuto di un medium esperto in scrittura automatica e tramite l’ausilio di strumenti elettronici di rilevamento dei suoni, anche i più impercettibili, e di variazioni del campo elettromagnetico.

Durante l’esperimento il registratore ha percepito dapprima un grido poi dei suoni che si potevano associare alle parole “aiutatemi” e “mamma”. Ma il fatto più strano si è avuto nella stanza del corpicino del marchese: l’apparecchiatura elettronica (che era stata inserita all’interno di un trenino) ha cominciato a lampeggiare insistentemente rilevando così un campo elettromagnetico fortissimo e anomalo, non giustificabile con interferenze esterne. Esso ha continuato per tutto il tempo, fino alla fine delle riprese del programma televisivo, anche quando i conduttori e gli operatori si erano allontanati da quella stanza. La presenza del fantasma del marchesino era palese a tutti. Secondo gli esperti e coloro che hanno partecipato a tale esperimento un episodio simile non era MAI accaduto prima di quel momento e potrebbe essere la prova palese che esistono fenomeni paranormali o comunque non spiegabili dal punto di vista scientifico. Gli attuali proprietari del castello, Fabio e Stefano, nel 1990 lo hanno aperto al pubblico ed è possibile quindi visitarlo. Se vi interessa vedere il luogo dove questo bambino visse i suoi pochi anni di vita ma soprattutto vedere lui “personalmente” vi consiglio di andare a farvi una visitina.

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Emidio

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