Nella splendida Toscana, in provincia di Massa Carrara, nella Lunigiana e precisamente a Fosdinovo è collocato uno dei manieri meglio conservati di tutto il granducato: il castello Malaspina. È inoltre il più grande, il più famoso e meglio conservato di tutta la Lunigiana ed è stato recentemente restaurato. Il maniero è considerato una dimora storica ed è iscritto all’A.D.S.I. (Associazione Dimore Storiche Italiane, si occupa di tutelare e conservare le dimore storiche che hanno un vincolo con lo stato fornendo inoltre assistenza e consulenza ai propri soci) ed è vincolato alla Sopritendenza per i beni architettonici e artistici. L’origine della costruzione odierna del castello non si può datare con precisione ma sicuramente era già stato eretto come opera di difesa prima del 1200. Il maniero, dal XIV al XVIII secolo, è stato sede del feudo di un ramo dei Malaspina dello Spino Fiorito. L’imponente fortezza è stata costruita in maniera così incredibile da fondersi alla roccia arenaria tanto da sembrare scolpita nella pietra viva. La sua costruzione ebbe inizio nella seconda metà del XII secolo ma si parla già del Castrum Fosdinovense in un documento lucchese del 1084. Fu inizialmente eretta come difesa e dominio dell’originario Castro di Fosdinovo mentre nel 1340 fu ceduto in maniera ufficiale dai Nobili di Fosdinovo ai Malaspina, precisamente a Spinetta Malaspina che morì nel 1352. Spinetta Malaspina creò il marchesato di Fosdinovo e dimorò nel castello con il nipote Galeotto. Galeotto scomparve nel 1367 ma prima della sua morte ingrandì e abbellì il castello ereditato da Spinetta. È grazie a Spinetta e al nipote Galeotto che si deve la costruzione della parte più rilevante del maniero. Verso la fine del ‘400 venne restaurato completamente da Gabriele Malaspina. Grazie all’opera di quest’ultimo e del suo successore Lorenzo Malaspina, nel cinquecento il maniero acquistò la dimensione e l’aspetto di Corte rinascimentale; nel ‘600, con Jacopo Malaspina, si allargò ancora di più arrivando a contare addirittura 800 “fuochi”.

Dentro al castello si possono ammirare attualmente le bellissime camere ducali. Vi è inoltre una stanza, detta la stanza di Dante, che secondo la tradizione popolare fu soggiorno del poeta stesso. Si possono anche ammirare i cortili, le oscure segrete con i vari strumenti di tortura dell’epoca, le 18 sale, le armi e le armature, le monete e i vari forzieri. Ma la sua fama è dovuta soprattutto alla parte della sua storia che a noi interessa di più: la presenza nel castello di un fantasma. Il fantasma in questione è quello della marchesina Bianca Maria Aloisia Malaspina. La giovane fanciulla, alla tenera età di 15 anni, purtroppo (purtroppo per la famiglia, non per lei) si innamorò follemente di un giovane stalliere. I familiari della ragazza, saputo dell’insano innamoramento, iniziarono ad osteggiare la relazione con vari metodi: di principio diedero dei consigli alla giovane, poi continuarono con delle esortazioni e infine arrivarono addirittura alle minacce pur di troncare la passione tra i due. Nonostante tutti questi sistemi la relazione proseguì imperterrita. La giovane Bianca fu allora rinchiusa con la forza nel convento di S. Croce del Corvo per mettere fine all’amore dei due ragazzi ma lei riuscì a scappare. I genitori di Bianca Maria allora tentarono l’ultima carta in loro possesso: far sposare la giovane ad un nobile di loro conoscenza così da togliere il biasimo dal loro nome. La ragazza però rifiutò decisamente questo matrimonio combinato impostole dalla famiglia con l’unico scopo di dividerla dal suo amato stalliere. Purtroppo i genitori e i parenti della ragazza, per eliminare definitivamente lo scandalo e ridare lustro al loro nome, decisero di compiere un gesto estremo: uccisero sia il giovane stalliere che la ragazza. La ragazza, a differenza dell’amato stalliere, non fu uccisa subito: il padre decise di rinchiuderla in una stanza del castello, una stanza buia e senza porte e finestre insieme ad un cane e ad un cinghiale. Perché fu segregata insieme a questi due animali? Perché il cane simboleggia la fedeltà fino alla morte della ragazza verso il suo stalliere tanto amato mentre il cinghiale è il simbolo della ribellione di Bianca Maria alla volontà dei genitori. In una sala del castello possiamo notare una curiosa e particolare macchia bianca che sembra raffigurare una donna insieme ad un cane e ad un cinghiale. Dopo anni di stenti rinchiusa in quella “tomba” senza via di uscita, Bianca Maria morì. È per questo che la notte il fantasma di Bianca Maria vaga nel castello per far conoscere a tutti la sua triste e tragica storia. Si dice che accada nelle notti di luna piena e la si vede vagare con un cane ed un cinghiale vestita con un lungo abito bianco e con i bellissimi capelli sciolti sulle spalle. Tale leggenda popolare, parlando in senso strettamente storico, ha molte incongruenze: la tradizione data questa storia nel XII secolo ma i Malaspina sono giunti per la prima volta a Fosdinovo 200 anni dopo. Inoltre nel XIV secolo il monastero del Corvo (dove venne rinchiusa la fanciulla) era già in fase di abbandono, senza poi considerare che era in passato abitato da maschi.

Le fonti storiche parlano di qualche “Bianca Maria” o “Maria Luisa” o “Aloisia”, vissute però in piena età moderna. Comunque questa leggenda popolare ha di sicuro un fondo di verità, anche se non vi sono certezze. Però ci sono dei fatti a sostegno della veridicità di questa storia: negli ultimi scavi effettuati per la ristrutturazione dei sotterranei del castello sono state trovate, in un locale segreto e nascosto, delle ossa che molto probabilmente sono quelle di una ragazza e di due animali. Ma agli appassionati di leggende e miti non interessa la fondatezza della storia ma il fascino e il mistero che reca conoscere la tragica vicenda di una fanciulla innamorata e del suo destino segnato dai familiari e parenti che volevano salvare il loro onore. Il fantasma della fanciulla aleggia nel castello e attira i curiosi che approfittano di tale occasione per visitare un bellissimo castello nato nel Medioevo e sperando di scorgere il fantasma che appare davanti a loro. Si narra che appaia solo di notte ma chi può dire che un giorno non faccia la sua comparsa durante una vostra visita al castello? A voi la risposta! Se siete curiosi o appassionati o entrambe le cose, non vi resta che andare a visitarlo: sarà sicuramente un viaggio che merita! Oltre ai curiosi del genere la leggenda di Bianca Maria è una calamita che ogni anno attrae lo sguardo di studiosi di fenomeni paranormali e di tv che sono in cerca di scoop. Una leggenda davvero particolare! Il castello ha altre due leggende suggestive da narrare: quella del passaggio di Dante e le perversioni di una delle marchesine Malaspina. Il castello si può visitare tutti i giorni ad esclusione del martedì con visita guidata con un minimo di 6 persone dalle 11 a mezzogiorno la mattina e alle 15, alle 16 e alle 17 nel pomeriggio.
Buona visita!

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Emidio

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