Storico discorso di Papa Francesco nell’aula del Congresso Usa. Il primo pontefice a parlare davanti al parlamento americano e’ stato accolto da un lungo applauso. Un discorso che ha toccato tutti i temi più delicati, dalla pena di morte al traffico di armi, dai poveri allo storico riavvicinamento tra gli Usa e Cuba. “Recentemente i miei fratelli vescovi qui negli Stati Uniti hanno rinnovato il loro appello per l’abolizione della pena di morte. Io non solo li appoggio, ma offro anche sostegno a tutti coloro che sono convinti che una giusta e necessaria punizione non deve mai escludere la dimensione della speranza e l’obiettivo della riabilitazione”. Lo ha detto Papa Francesco al Congresso Usa. “Se vogliamo sicurezza, diamo sicurezza; se vogliamo vita, diamo vita; se vogliamo opportunità, provvediamo opportunità. La misura che usiamo per gli altri sara’ la misura che il tempo userà per noi”, ha affermato. “Perchè armi mortali sono vendute a coloro che pianificano di infliggere indicibili sofferenze a individui e società?”, si e’ chiesto inoltre il Papa. “Purtroppo – ha osservato – la risposta, come tutti sappiamo, e’ semplicemente per denaro: denaro che e’ intriso di sangue, spesso del sangue innocente”. “Davanti a questo vergognoso e colpevole silenzio, e’ nostro dovere – ha affermato – affrontare il problema e fermare il commercio di armi”.  “Nessuna religione e’ immune da forme di inganno individuale o estremismo ideologico”, ha detto Francesco. “Questo significa – ha spiegato il Pontefice – che dobbiamo essere particolarmente attenti ad ogni forma di fondamentalismo, tanto religioso come di ogni altro genere.Il nostro mondo e’ sempre piu’ un luogo di violenti conflitti, odi e brutali atrocita’, commesse perfino in nome di Dio e della religione”. Secondo Bergoglio, “e’ necessario un delicato equilibrio per combattere la violenza perpetrata nel nome di una religione, di un’ideologia o di un sistema economico, mentre si salvaguarda allo stesso tempo la libertà religiosa, la libertà intellettuale e le libertà individuali”. “Imitare l’odio e la violenza dei tiranni e degli assassini e’ il modo migliore di prendere il loro posto”, ha affermato Francesco. “Questo – ha osservato elogiando le tradizioni democratiche del paese – e’ qualcosa che voi, come popolo, rifiutate”. Ed il ricorso alla forza e’ sempre un atteggiamento rischioso: “sappiamo – ha detto Bedrgoglio in proposito – che nel tentativo di essere liberati dal nemico esterno, possiamo essere tentati di alimentare il nemico interno. collaborando generosamente per il bene comune”. Davanti alla brutalita’ e alla violenza occorre invece “una risposta di speranza e di guarigione, di pace e di giustizia”. “Ci e’ chiesto – ha sottolineato il Pontefice – parlando ai membri della Camera dei rappresentanti – di fare appello al coraggio e all’intelligenza per risolvere le molte crisi economiche e geopolitiche di oggi”. “Proteggere, con gli strumenti della legge, l’immagine e la somiglianza modellate da Dio su ogni volto umano”. Questo il ruolo del Parlamento secondo Papa Francesco. “Come membri del Congresso il vostro compito – ha detto il Pontefice nella storica aula parlamentare di Capitol Hill – e’ di permettere a questo Paese, grazie alla vostra attivita’ legislativa, di crescere come nazione. Voi – scandito – siete il volto di questo popolo, i suoi rappresentanti. Voi siete chiamati a salvaguardare e a garantire la dignita’ dei vostri concittadini nell’instancabile ed esigente perseguimento del bene comune, che e’ il fine di ogni politica”. Secondo Bergoglio, “una societa’ politica dura nel tempo quando si sforza, come vocazione, di soddisfare i bisogni comuni stimolando la crescita di tutti i suoi membri, specialmente quelli in situazione di maggiore vulnerabilita’ o rischio”. “L’attivita’ legislativa – ha ricordato ai parlamentari americani – e’ sempre basata sulla cura delle persone. A questo siete stati invitati, chiamati e convocati da coloro che vi hanno eletto”.  Nel suo discorso Papa Francesco ha voluto rendere omaggio a 4 “grandi Americani” dei quali uomini e donne di buona volonta’ stanno celebrando gli anniversari: Abraham Lincoln, Martin Luther King, Dorothy Day e Thomas Merton”. “Nonostante la complessita’ della storia e la realta’ della debolezza umana, con tutte le loro differenze e i loro limiti, essi – ha spiegato – sono stati capaci con duro lavoro e sacrificio personale – alcuni a costo della propria vita – di costruire un futuro migliore. Hanno dato forma a valori fondamentali che resteranno per sempre nello spirito del popolo americano”. Secondo il Pontefice, “un popolo con questo spirito puo’ attraversare molte crisi, tensioni e conflitti, mentre sempre sara’ in grado di trovare la forza per andare avanti e farlo con dignita'”. “Questi uomini e donne – ha osservato – ci offrono una possibilità di guardare e di interpretare la realta’. Nell’onorare la loro memoria, siamo stimolati, anche in mezzo a conflitti, nella concretezza del vivere quotidiano, ad attingere dalle nostre piu’ profonde riserve culturali”. Negli Stati Uniti, fin dall’inizio, “le varie denominazioni religiose hanno contribuito grandemente a costruire e a rafforzare la società”, ha affermato il Papa, sottolineando quanto sia “importante che oggi, come nel passato, la voce della fede continui ad essere ascoltata, perchè e’ una voce di fraternità e di amore, che cerca di far emergere il meglio in ogni persona e in ogni società”. Secondo il Papa”tale cooperazione e’ una potente risorsa nella battaglia per eliminare le nuove forme globali di schiavitù, nate da gravi ingiustizie le quali possono essere superate solo grazie a nuove politiche e a nuove forme di consenso sociale”. “Penso qui alla storia politica degli Stati Uniti, dove la democrazia e’ profondamente radicata nello spirito del popolo americano”, ha confidato Bergoglio, ricordando – interrotto da un lungo applauso – che e’ la stessa Dichiarazione di Indipendenza del 4 luglio 1776 a sancire che “qualsiasi attività politica deve servire e promuovere il bene della persona umana ed essere basata sul rispetto per la dignità di ciascuno” perché “tutti gli uomini sono creati uguali, dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, e tra questi ci sono la vita, la libertà e il perseguimento della felicità”. Il Papa ha raggiunto Capitol Hill, sede della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, a bordo della 500L che usa in questi giorni a Washington. La vettura lo ha accompagnato ad un ingresso laterale perche’ quello principale e’ al di sopra della famosissima scalinata. Ad accoglierlo all’interno del monumentale edificio lo speaker Joe Boehner. Una notevole folla ha salutato con manifestazioni di entusiasmo l’arrivo del Vescovo di Roma dai prati che circondano il monumentale edificio sede del Parlamento Federale. Tra i cartelli e le bandiere spiccavano quelli di un gruppo di argentini. Subito dopo hanno fatto ingresso nella saletta anche il segretario di Stato Parolin e il cardinale di Washington Wuerl, che ha abbracciato lo speaker. Sono presenti anche il responsabile per i rapporti con gli Stati Gallagher e il nunzio apostolico Vigano’. A Capitol hill per la visita del Papa e’ giunto anche il vice presidente degli Usa, Joe Biden che e’ anche presidente del Senato.

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Emidio

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