Ad Avigliano in provincia di Potenza in cima ad un colle si erge alta e solitaria la rocca di Lagopesole, un’immensa struttura imponente e dalle forme squadrate, come un rettangolo, sulla valle di Vitalba. Questa rocca è talmente bella che splende quasi come se fosse magica e misteriosa alla luce della luna di notte e a quella del sole di giorno. Dall’esterno appare come una fortezza inespugnabile, una sorta di muro irraggiungibile dall’esterno. La sua origine è quasi sicuramente normanna; in seguito fu ampliata alle dimensioni odierne da Federico II negli anni tra il 1242 e il 1250 che venne usata come residenza di caccia. Successivamente gli Angioni ne completarono la costruzione. Quest’ultimi ne fecero un uso militare. E questa è la parte storica e architettonica di questa rocca mentre ora parlerò della parte più interessante di questo luogo quasi magico: la leggenda del fantasma che vi dimora. Innanzitutto il fantasma di cui si narra in questa leggenda è quello di una donna. Questa donna è vestita di bianco e porta in mano un lume. E’ solito intravederla dietro le finestre rade e si odono invocazioni e lamenti provenire dalla rocca. La donna che si aggira per le stanze è la bellissima Elena Ducas, nominata anche Elena degli Angeli, il cui marito era Manfredi di Svevia.

Si dice che faccia le sue apparizioni nelle notti di luna piena e che si sentano singhiozzi e urla. Si dice anche che appaia al tramonto. Si narra che Elena trascorse in questa rocca la luna di miele e insieme al marito e ai figli visse i momenti più felici della sua breve vita. Purtroppo però arrivarono gli Angioni e la sua perfetta vita ne fu sconvolta: suo marito venne ucciso durante la famosa battaglia di Benevento, i suoi figli furono incarcerati a Castel del Monte e la stessa Elena fu imprigionata per direttiva di Carlo d’Angiò. Rimase segregata nella rocca e la poveretta, nella più totale tristezza e lontana dai suoi figli, vi trascorse i suoi ultimi anni di vita: in seguito morì di crepacuore.

Si racconta che la giovane donna si sia lasciata morire di inedia e non aveva nemmeno compiuto trent’anni. La donna disperata vaga come uno spettro in cerca del marito e dei figli perduti. Nello stesso tempo anche il fantasma di Manfredi vagabonda nella sottostante campagna in sella al suo destriero bianco con un bellissimo vestito dal manto verde anch’egli alla continua ricerca della moglie e dei figli. Purtroppo la ricerca dei due sposi defunti è eterna in quanto sono destinati a non incontrarsi mai. Una tragica storia d’amore tra due persone che nella vita hanno avuto una breve felicità e nella morte hanno la sfortuna di non incontrarsi mai. La beffa di questa tragica vicenda sta nel fatto che la fanciulla morì proprio nella rocca dove era stata felice se pur per poco tempo.

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Emidio

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