A est del lago di Como, sui monti, vi è situata una villa molto particolare: Villa De Vecchi. Villa De Vecchi è un’antica casa costruita a metà dell’800 a Bindo, una piccola frazione di Cortenova, nel cuore della Valsassina, nel lecchese. La costruzione fu opera dell’architetto Alessandro Sidoli che ricevette suddetta commissione dal conte Felice De Vecchi, il capo della Guardia Nazionale di quel tempo. Esso fu uno dei protagonisti indiscussi del Risorgimento Italiano, prese parte alle famose cinque giornate di Milano e all’assedio di Gaeta nel 1861. Affascinato dalla valle il nobile la voleva trasformare nella sua residenza estiva, come una dimora incantata tra i boschi. Si dice che il conte fosse consueto a passeggiare in questi luoghi quasi incantati e un giorno si fermò sotto un albero a pensare: lì avrebbe fatto costruire una dimora per passare l’estate e gli ulteriori giorni caldi insieme alla sua famiglia, per l’ambiente salutare consono allo stato di malattia della piccola figlia. La costruzione di questa villa fu condizionata dall’amore del conte stesso per l’oriente e venne eretta in un parco enorme, di ben 130.000 metri quadrati al costo di 44.063 lire. I lavori iniziarono nel 1854 e furono conclusi nel 1858. Purtroppo l’architetto Alessandro Sidoli non poté assistere all’inaugurazione della villa perché morì nel 1857. L’edificio viene anche chiamato Casa Rossa o Villa delle Streghe. Dopo che il conte De Vecchi morì purtroppo la casa, che rimase in mano al custode, cadde nella completa rovina. Quando la casa era ai suoi massimi splendori vi si poteva ammirare un armonia dei dettagli della casa impressionante. La villa era suddivisa in tre piani e ciascuno aveva il suo impiego. Le stanze (otto per ogni piano della casa) erano affrescate per intero sia nelle pareti che nel soffitto. Nei sotterranei c’erano le stanze usate come cucine, lavanderie e cantine: erano dotate di una simil-carrucola che serviva per portare i vestiti dalla lavanderia alla cucina e viceversa. Al piano terra si trovavano le sale da pranzo e le stanze degli ospiti; al primo piano c’erano le stanze padronali. Il secondo piano era adibito a dimora di tutta la servitù. L’ultimo piano, nel progetto originale, doveva essere destinato a sede di un osservatorio astronomico, che però non fu mai compiuto. Davanti alla villa c’era un prato con una bellissima e grande fontana. Il conte organizzava delle bellissime feste e invitava, come suoi ospiti, le persone più illustri e conosciute di quel tempo.

Ma passiamo al lato più interessante che riguarda questa villa ormai lasciata al degrado: le presenze che dicono vi dimorino. E’ definita la casa dei fantasmi per antonomasia, dimora di sinistri ritornelli, spettri orripilanti, riti satanici e misteriosi suicidi. Si narra, secondo la leggenda, che la decadenza della villa incominciò quando il conte Felice non fu più tanto felice perché trovò il corpo della moglie orribilmente assassinato con il suo volto sfigurato e la figlia diletta sparita. Il conte andò in cerca della figlia scomparsa per settimane nei boschi circostanti senza però trovarne nessuna traccia. Dopo queste inutili ricerche il conte, distrutto dal dolore, si uccise. Chi aveva ucciso la moglie? Perché? Si dice che fosse stato un omicidio-suicidio e della maledizione di una fanciulla. Chi era questa fanciulla? La figlia scomparsa del conte Felice? Alcuni sostengono che questo racconto fosse falso in quanto il conte si ritrovò vedovo e nel 1862 morì a soli 46 anni: lasciò due figli che erano ancora dei giovanotti. La villa comunque fu ereditata dal fratello. Successivamente passò nelle mani di numerosi proprietari: fu l’inizio del suo declino. Un’altra leggenda racconta che un giorno il custode trovò la moglie assassinata in maniera brutale. Per l’impatto che ebbe la vista della consorte così deceduta, esso si uccise: il dolore era troppo grande. Anche questa storia però risultò falsa. Anche se entrambe le storie risultarono false le leggende sui fantasmi che circolavano in questa villa iniziarono a farsi via via più insistenti. Nel 1920 l’inglese Aleister Crowley venne in Italia e vi soggiornò per alcune notti. Chi era Aleister Crowley? Nato nel 1875 a Leamington Spa fu artista, scrittore, alpinista ed esoterista britannico. Morto nel 1947, fu una figura molto controversa: era un uomo acculturato e fu una figura cardine nell’ambito della magia. Esso è definito il fondatore del moderno occultismo e la fonte di ispirazione per il satanismo (si dice che abbia ispirato la musica dei Led Zeppelin). Le leggende narrano inoltre che successivamente i seguaci di Aleister usarono la casa del custode per riti orgiastici: durante tali riti furono commessi addirittura dei delitti. Infatti la denominazione della villa in “Casa Rossa” non è dovuto dal colore della pietra con cui era stata costruita la stessa ma dal sangue che vi scorreva all’interno (addirittura si afferma della fontana del parco da cui fuoriusciva sangue a zampilli). In questa villa Aleister e i suoi seguaci erano dediti a riti oscuri di magia sessuale, come una sorta di comune di magia rossa e nera. Un episodio significativo si ebbe quando nella casa del custode fu invocato il Demonio: esso apparve e prese possesso di uno dei seguaci di Aleister. Questo seguace ormai in preda di una possessione demoniaca uccise tutti gli altri adepti a mani nude, dilaniando selvaggiamente i loro corpi. La polizia recatasi nel posto si trovò davanti una scena raccapricciante: non poterono nemmeno ricostruire i cadaveri. Dell’indemoniato omicida non si trovò nessuna traccia: scomparve misteriosamente e di lui non si seppe più nulla. Il degrado della villa era palese infatti, per colpa di un’abbondante perdita d’acqua dalle tubature del “moderno” impianto di riscaldamento (il conte l’aveva voluto installare), il secondo piano della villa crollò. Di tutto lo sfarzo di un tempo ne sono rimaste ben poche testimonianze: nell’atrio si trovano i resti di un pianoforte a coda e nella stanza vicino un camino enorme. Le scale sono quasi inagibili, si può arrivare al secondo piano ma non oltre. Le cantine sono visitabili, infatti vi possiamo trovare i contenitori di vimini delle vecchie damigiane e molte macerie. Si narra che all’ingresso di queste cantine, nei sotterranei, ci sia su un muro la scritta “SOS” che non significa “Aiuto” ma ha un significato più occulto. Questa parola significherebbe “Salvate le nostre anime” (Save Our Souls). Accanto alla villa c’è uno chalet abbandonato, con tutta probabilità la vecchia casa del pastore dato che ha una stalla nel retro. Continuando a parlare delle sue presenze malefiche, essendo stata teatro di vari omicidi e morti sospette, la villa è considerata infestata: la sua fama sinistra è arrivata fino alla televisione, soggetto di una trasmissione su esoterismo e misteri. Inoltre il noto sito Usa Buzzfeed l’ha messa nella classifica tra le 7 case più “haunted” (infestate) del mondo. Si narra che fuori dai cancelli della villa in certe sere si odano i suoni ben distinti di un pianoforte. Questo inquieta molto in quanto la casa è assolutamente disabitata e versante in un degrado tale da impedirne a chiunque l’abitabilità. L’abbandono l’ha portata ad uno stato orribile: i muri esterni sono pieni di rampicanti e i muri interni che precedentemente, nel momento di maggiore sfarzo erano tappezzati di preziosi affreschi, sono devastati dall’umidità e dai graffiti dei vari vandali capitati lì.

Ci sono stati degli impavidi sprezzanti del pericolo che hanno osato addentrarsi nell’oscura dimora e hanno scattato alcune fotografie: giurano di aver visto nell’obbiettivo delle loro fotocamere delle inquietanti e sinistre figure. Molti riferiscono di aver visto una figura bianca, dai contorni definiti, una ragazza e il rumore di piedi trascinati. La villa resta tutt’ora un mistero insondabile: quelli che passano per la strada provinciale della Valsassina, vicino alla galleria costruita per passare oltre la montagna franata sul paese montano, può vederla in mezzo ad un enorme parco e provare un certo non so che. La dimora di giorno ha un effetto suggestivo ma di notte fa letteralmente terrore: solo pochi coraggiosi o stupidi, vedete voi come chiamarli, hanno fatto questa esperienza di entrare nella villa col buio. Quelli coraggiosi si sono limitati ad entrare nel parco mentre gli stupidi si sono fatti una gita panoramica all’interno della casa rischiando grosso in quanto la stessa sta in piedi per puro miracolo. La villa, dopo la morte del conte, è stata abitata da molte persone diverse tra loro ma tutte l’hanno dovuta abbandonare per via di strani e misteriosi rumori che non li facevano dormire la notte. La “Casa Rossa”, ridotta in un stato tale che per ristrutturarla ci sarebbero voluti troppi soldi, soldi che non c’erano e non ci sono nemmeno ora, doveva essere demolita. Nel 2002 una frana avrebbe potuto fare al caso in quanto un milione di metri cubi di fango e detriti travolsero tutto ciò che trovarono, case e aziende ma magicamente la villa non ne subì nemmeno un “graffio”. Saranno le forze occulte che la protessero e la proteggono tutt’ora? Un ulteriore mistero nella casa dei fantasmi.
Se siete così impavidi da passare di lì sicuramente proverete un’esperienza indimenticabile, se non altro potrete dire ai vostri amici: “Sono stato nella casa più infestata e pericolosa che esista e ne sono uscito vivo!”

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Emidio

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