NON è una notizia sensazionalistica per suscitare odio verso gli immigrati accaduta chissà dove. È successo nell’ospedale della mia città, Arezzo, l’ospedale San Donato. E’ successo tutto all’improvviso, senza che ci fossero segnali per capire cosa stesse accadendo e perché. Erano passate da poco le 17 al Pronto Soccorso dell’ospedale san Donato quando entra un extracomunitario barcollante, è un cittadino indiano in evidente stato confusionale. L’uomo si precipita allo sportello del triage, con furia aggredisce l’infermiera in servizio, la trascina per terra e inizia a colpirla con violenza: pugni al volto e al corpo. La donna grida, atterrita e dolorante. Arrivano altri infermieri, si precipitano al triage i due carabinieri in servizio al pronto soccorso. Bloccano l’energumeno e prestano i primi soccorsi all’infermiera. La donna è in stato di choc, le botte le hanno provocato numerose contusioni: dieci giorni di prognosi sentenzia l’immediata visita medica. Ma le conseguenze dell’aggressione vanno purtroppo ben al di là delle ferite e delle abrasioni. Il cittadino indiano è stato piantonato direttamente al pronto soccorso, anche per accertare le sue generalità. Non ci sono motivazioni per l’incredibile esplosione di violenza ai danni di un’infermiera inerme e in un luogo pubblico come l’ospedale. Sull’episodio è subito intervenuta la direzione della asl 8 che esprime “vicinanza e solidarietà all’infermiera aggredita”. Allo stesso tempo si rende “disponibile ad adottare, in accordo con il personale, ulteriori misure per la sicurezza all’interno del San Donato” viene riferito ulteriormente. Un episodio che speriamo sia solo un fatto isolato.

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Emidio

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