Il ministro dell’Interno greco, Nikos Voutsis, ha affermato che Atene non rimborserà nessuna delle quattro rate in scadenza a giugno per la restituzione del prestito al Fondo monetario internazionale. «Le quattro rate per l’Fmi valgono un miliardo e 600 milioni, questo denaro non sarà versato e non ce n’è da versare», ha dichiarato Voutsis in un’intervista alla tv greca Mega. Intanto il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, ha ribadito che il suo governo ha già fatto la sua parte e ha avvertito che un’uscita della Grecia dall’euro sarebbe «catastrofica», «l’inizio della fine per il processo della moneta unica». In un’intervista allo show di Andrew Marr sulla Bbc, Varoufakis ha affermato che il suo governo ha fatto «passi enormi» per favorire un accordo nel negoziato con le istituzioni internazionali e ha aggiunto che «ora spetta a queste istituzioni fare la loro parte». «Gli siamo andati incontro a tre quarti del percorso, ora loro devono venirci incontro facendo quell’ultimo quarto», ha aggiunto. In ogni caso le posizioni del Governo di Atene sono in linea con le opinioni dell’opinione pubblica greca, visto che il 54% dei greci sostiene la linea portata avanti dal governo Tsipras nel negoziato con le istituzioni finanziarie internazionali, nonostante le tensioni con la Ue. Da un sondaggio condotto questo mese da Public Issue, emerge peraltro che il 71% vuole che Atene resti nell’euro e per il 68% ritiene che il ritorno alla dracma peggiorerebbe la situazione economica. Il 59% dei greci chiede che il governo non si pieghi alle richieste delle istituzioni finanziarie, con l’89% contrario ai tagli alle pensioni e l’81% ostile qualsiasi ipotesi di licenziamenti di massa.

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Emidio

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