Molte leggende popolano la tradizione italiana; quelle che riguardano storie di fantasmi dimoranti dentro degli antichi castelli sono numerose e caratterizzano varie regioni della nostra bella Italia. Quest’oggi vi parlerò di una leggenda riguardante il Castello di Sorci. Su questo castello c’è una tradizione orale ben radicata, anche se si pensa che sia più un invenzione ma io ve la cito comunque in quanto è molto divertente. Si parla di una battaglia tra il Castello di Sorci e quello dei Gatti, una baruffa molto accesa che finì con la vittoria inaspettata dei Sorci. Il castello dei gatti si troverebbe subito dopo il paese di Stelpaglia, dopo la statale, ma non si sono trovati riferimenti sicuri su tale località anche se è stata ritrovata, nella parte sotto la Valle di Sovara, una striscia denominata “Val de’ gatti”. Si pensa che sia solo una leggenda o invenzione in quanto viene storpiato il nome Sorci, preso come plurale di sorcio, o topo. In realtà sorci deriva dalla lingua germanica, sorku, e significa brugheria, scopeto. Sorci indicherebbe quindi il luogo delle scope. Le scope fatte di macchia facevano e fanno tuttora parte della locale vegetazione come hanno confermato vari documenti e si può notare personalmente nei rimanenti querceti circostanti. Ora questo castello è sede di una locanda dove si mangia molto bene. Tale situazione è relativamente recente. Vi spiego in breve questa storia: dopo due anni di pratiche burocratiche, nel 1970 subentrò Primetto Barelli, che proveniva dalla Marche e si era accasato con una ragazza di Città di Castello, Gabriella. Primetto voleva fare l’agricoltore ma non solo fece questo, riaprì il castello alla vita e diede slancio ad un’imprenditorialità che sembrava ormai persa. Puntò su cibi naturali cucinati ad hoc e ad un paesaggio salubre e caratteristico. Fu così che iniziò il suo successo come locanda. Ma torniamo alla parte più interessante della storia di questo bellissimo castello: la leggenda del fantasma che si dice vi dimori. Innanzitutto bisogna dire che è stato abitato da delle grandi e potenti famiglie tra il 1200 e il 1650 circa: i Pietramala (1234-1388), i Baldaccio (1388-1441) e i Pichi (1443-1650). La famiglia che ci interessa in questo caso è quella dei Baldaccio. Il personaggio in questione si chiamava Baldaccio Bruni, rinominato Baldaccio d’Anghiari in quanto uomo capace e coraggioso e valoroso condottiero, a cui hanno dedicato la piazza principale del paese. Anche lo stesso Macchiavelli nelle sue “Storie fiorentine” (6°, VI) ne parla come di un uomo di guerra eccellente e di virtù, qualità che a quel tempo erano rarissime. Nacque a Ranco, presso Anghiari verso il 1400, essendo figlio di Piero e Vagnone Bruni. Cambiò vari “padroni” nel corso della sua avventurosa vita: già a 20 anni si faceva notare per le rapine e i saccheggi che compiva con la sua banda. Fu condannato a morte due volte (1420, 1425) ma riuscì ad scappare in entrambi i casi. Per 10 anni, tra il 1424 e il 1434 fu assoldato da Carlo Malatesta, della repubblica Fiorentina e del Duca di Milano. Verso il 1437 ottenne la cittadinanza fiorentina. Il 16 febbraio 1439 sposò Annalena Malatesta e poco dopo fu catturato dal Piccinino e portato a Bologna. Alla fine di tale anno, però, fu preso dal Conte Guidantonio di Urbino, alleato dei Visconti. Anche sotto questo padrone riusci in molte conquiste. Ritornò al soldo dei fiorentini conquistando ancora. Il 23 aprile del 1441 fu preso a servizio di Papa Eugenio IV contro Francesco Piccinino e uscì vittorioso da una campagna in Romagna. A giugno si ritrovò di nuovo a Firenze cercando inutilmente di conquistare Piombino mentre la sua banda saccheggiava i dintorni. Ed è qui che inizia la parte riguardante il nostro fantasma! Nel periodo in cui era capitano generale delle fanterie di Firenze, Baldaccio denunciò di codardia Bartolomeo Orlandini perché aveva abbandonato il castello di Marradi quando si stavano avvicinando le truppe del Piccinino. La vendetta dell’Orlandini, diventato a suo tempo Gonfaloniere di giustizia, sul Baldaccio fu davvero spietata e venne compiuta a tradimento. Il 6 settembre 1441 (tenete bene a mente questa data) fece convocare il suddetto Baldaccio a Palazzo Vecchio a Firenze e gli tese un’imboscata. Mentre passeggiavano i suoi sicari lo presero alla sprovvista e lo uccisero.

Fu poi gettato dalla finestra e lasciato in bella vista davanti alla folla; successivamente fu decapitato in Piazza della Signoria: una fine davvero crudele!!! Anche il papa Eugenio IV mostrò sdegno per tale orribile delitto. La vedova Annalena Malatesta successivamente, dopo che il figlio Galeotto morì prematuramente, vendette tutti i suoi averi e fece della sua casa d’Oltrarno un monastero a cui diede il suo nome. La leggenda narra che lo spirito di Baldaccio vaghi nelle stanze del castello di Sorci ogni 50 anni (dopo il 1441) e precisamente allo scoccare della mezzanotte del 6 settembre, giorno della sua morte. Infatti l’attuale proprietario, Primetto Barelli, dice di aver comprato questo castello dopo che aveva avuto varie apparizioni dello stesso Baldaccio che lo spingeva all’acquisto in quanto voleva tramandare la tradizione per cui tutti i precedenti proprietari avevano la “B” come inziale del cognome. Ci sono altri fatti strani riguardo questa leggenda. Uno, per esempio, è quello riguardante lo spirito di Baldaccio che, si dice, faccia la sua apparizione senza testa, tenendola sotto braccio. E’ strano in quanto, da quello che viene detto riguardo a queste manifestazioni, di solito sono “viste” in figura intera. Se siete curiosi di tale “anomalia” indagate voi stessi su questo mistero. Un’altra stranezza è legata al fatto che nel castello spesso si sente il suono di un’ocarina o di uno zufolo di cui ne è sconosciuta la provenienza. Molti personaggi famosi hanno visitato e hanno mangiato nella famosa locanda, non solo per l’ottima cucina tipica Toscana ma anche incuriositi dal mistero della leggenda del Baldaccio, nonostante sia una manifestazione che dicono si verifichi “solo” ogni 50 anni. La curiosità di vedere i luoghi dove abitava un tempo il Baldaccio ha portato molti turisti a visitare il castello e poi ne parlano al ritorno ai loro paesi con viva suggestione. Le storie su questo povero decapitato Baldaccio Bruni sono tante ma sono pure molte le testimonianze prese da persone attendibili. Suddette persone riferiscono di pianoforti che si mettono a suonare da se, armature che prendono vita e si muovono, ombre, pianti e voci che hanno lasciato un segno profondo nei visitatori del castello che vi hanno dormito anche solo una notte. La prima testimonianza, come ho già detto prima, è della stessa famiglia Barelli, proprietaria della struttura. Inoltre lo scrittore Amos Cartabia, che visita frequentemente e volentieri il castello, ha raccolto una serie di testimonianze di tali fenomeni strani. Egli stesso ci parla di ospiti rimasti traumatizzati da figure stese sul letto, da ombre e strani incidenti che hanno reso quasi maledetto questo edificio. La ricercatrice psichica Grazia Gregori insieme ai tecnici Antonio Pecora e Mauro Radicchi hanno formato il “Progetto Mondi Invisibili” monitorando in maniera costante quello che succedeva all’interno dell’edificio con sofisticate apparecchiature, il tutto per verificare se si può parlare davvero di fenomeni paranormali.

I risultati raggiunti fino ad ora sono incoraggianti e lasciano far credere che ci sia davvero qualche cosa di molto inconsueto all’interno del Castello. Sono state sentite voci, passi e suoni “musicali” interessanti che sono in fase di studio e che rendono testimonianza delle varie modifiche strutturali dell’edificio stesso. Grazia Gregori stessa afferma di avvertire la presenza di suore e monaci intorno all’edificio anche se non si ha alcuna testimonianza che vi esistesse un convento in quel luogo; dopo varie ricerche in biblioteca è stato appurato che ci era stato veramente un monastero in epoche precedenti. Queste ed altre testimonianze, che sono davvero tante, sia riguardanti il fantasma di Baldaccio Bruni che dice vaghi nel castello ogni 50 anni allo scoccare della mezzanotte dell’anniversario della sua data di decesso, sia quelle riguardanti altri strani fenomeni paranormali, lasciano tutti noi un po’ col fiato sospeso, facendo rimanere dubbioso e perplesso pure il più scettico visitatore di questo antichissimo Castello nell’entroterra aretino. Personalmente sono andata a visitarlo ed è molto bello, che ci sia il fantasma o no. Consiglio tutti quelli che si trovano a passare da queste vallate di farci una visitina, se non per mangiare, solo per curiosare nel castello che fu dimora del Baldaccio Bruni, detto d’Anghiari di cui è rimasto solo il fantasma e la leggenda di esso. Durante le serate estive, sotto il cielo ammantato di stelle, c’è ancora qualcuno a cui sembra di udire lo sferragliante rumore dell’armatura di Baldaccio. Un piccolo aneddoto riguardo questo castello riguarda il famoso film “Non ci resta che piangere”: le sue stanze hanno dato l’ispirazione per la sceneggiatura ai due attori Roberto Benigni e Massimo Troisi all’epoca ospiti del castellano di Sorci.

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Emidio

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