L’attuale società calcistica aretina è originariamente nata il 10 settembre 1923 ma dopo due fallimenti è stata rifondata il 2 agosto 2010 chiamandosi “Unione Sportiva Arezzo”; i tifosi la chiamano “Gli amaranto”. Da qui i tifosi aretini hanno fondato un comitato denominato “Orgoglio amaranto” che possiede una quota azionaria della squadra stessa, l’Arezzo è stata la prima società italiana a fare ciò. La sua prima maglia era arancione con i calzoncini neri. Documentandomi sulle varie date della storia calcistica aretina (che non conoscevo tutte precisamente) devo fare un appunto personale: l’Arezzo ha avuto molti alti e bassi soprattutto “grazie” ( se vogliamo prendere un po’ in giro la storia ) ai vari presidenti che l’hanno fatta fallire. Prima di iniziare un “breve” riassunto della storia calcistica aretina vorrei aprire una piccola parentesi sulle rivalità e sui gemellaggi con le altre squadre. Storica è la rivalità col Siena, ma molto sentito è il “derby” col Perugia e un po’ meno con la Ternana. L’altro rivale toscano è il Livorno, che hanno lo stesso colore amaranto. Inoltre rivalità meno marcate si hanno con il Pisa, Cesena, Modena e Spezia. Gemellaggi si hanno tra le varie tifoserie con il Chieti, il Venezia e l’Udinese. Storico è stato quello con la Salernitana quando in occasione di un incontro gli aretini hanno ospitato i campani prima della partita. Infine il forte legame con la Juventus, fonte di ispirazione per la società nell’anno della sua fondazione, difatti la prima squadra amaranto si chiamava Juventus FootBall Club Arezzo (giuro che questa non la sapevo manco io!!!!). A parte questa insignificante svista calcistica dell’Arezzo, quest’ultima ha avuto momenti di gloria aggiudicandosi nella stagione 1965/1966 la massima serie raggiunta da questa squadra: la serie B. Questa è la prima di una lunga serie di promozioni. Non vi sto ad elencare ogni singolo passaggio calcistico di questa squadra Toscana ma solo quelli più significativi. Nella stagione 1992-1993 la società fallisce, viene esclusa alla 27’ giornata di campionato e cancellata dai ruoli federali FIGC. Anche i media danno molto risalto a questa caduta rovinosa dell’Arezzo. Si succedono vari presidenti societari tra cui Francesco (Ciccio) Graziani che vive nella città e il famoso attore Luca Zingaretti e fa, tra le sue prime comparse come allenatore, l’ancora sconosciuto ma ora famosissimo perugino (è di Ponte San Giovanni) Serse Cosmi. Varie vicissitudini segnano la storia dell’Arezzo calcio tra passaggi di categoria, ripescaggi e retrocessioni. Per esempio, nella stagione 2005/2006 l’Arezzo, nel frattempo già tornato nella serie B, riesce a guadagnarsi non solo la salvezza ma, giungendo settimo a fine campionato, arriva ad un passo dal disputare i play-off per accedere in serie A. Il momento più brutto per la sua storia (e io me lo ricordo molto bene, purtroppo) si ha nel 2006/2007 (sembrano passati relativamente pochi anni e allo stesso tempo pare trascorsa un’eternità) quando lo scandalo Calciopoli sconvolge tutto il calcio italiano e indirettamente l’Arezzo che viene penalizzato di 9 punti nel campionato cadetto. La società fa ricorso ma i punti passano solamente da 9 a 6. In seguito è stato dimostrato che l’Arezzo non c’entrava nulla con questo scandalo ma ormai il danno era stato fatto. Nel frattempo Antonio Conte, l’attuale allenatore della nazionale italiana, allena l’Arezzo ed ha una polemica con la sua ex-squadra, la Juventus. Il motivo sta tutto nella sconfitta rimediata contro lo Spezia, quando i bianconeri erano gia stati promossi nella massima seria, costringendo però l’Arezzo ad una inevitabile retrocessione. Nonostante questo arrivò, proprio quell’anno, a giocare la Coppa Italia con il Milan nei quarti di finale sconfitta al Meazza per 2-0 ma vinta 1-0 ad Arezzo, nello stadio “Città di Arezzo”. Il colpo finale si ha nel 2010 con la presidenza di Piero Mancini che dichiara fallimento e retrocede l’Arezzo nei dilettanti dove ha passato 4 stagioni fino al 2014. E qui arriva la parte migliore. Finita la stagione 2013/2014 sempre in serie D, nel corso dell’estate, all’Arezzo si presenta l’occasione di presentare domanda per essere ripescata in Lega Pro, che quest’anno è cambiata avendo tre gironi: A che comprende le città del nord, B quelle del centro (come l’Arezzo) e C il sud-Italia. Stranamente e senza nessuna spiegazione in quanto l’Arezzo “sembra” essere la candidata migliore per accedere alla ex serie C, il presidente Ferretti, che fino all’ultimo giorno aveva giurato di avere tutti i documenti pronti, cambia idea e non presenta la domanda per essere ripescata. Imbandisce per i tifosi una giustificazione curiosa e senza senso: in pratica sostiene che l’Arezzo deve meritarsi in campo di tornare nella ex-C e devo dirvela tutta sostenendo che quando l’ho letto nel giornale mi sono cadute letteralmente le braccia e ho creduto che si fosse fatto un bicchierino di troppo. Da qui si scatena la rabbia dei tifosi amaranto (compresa la mia) che fino all’ultimo erano convinti di poter sognare un posto nella Lega Pro nella stagione 2014/2015. Negli anni passati in serie D, ormai 4, senza riuscire sempre per un pelo a ritornare in serie C, i tifosi avevano iniziato a disertare le partite, a spegnere quel vecchio entusiasmo che caratterizzava la fossa amaranto, quel fuoco che accendeva gli animi di tutti gli aretini. Inaspettatamente a settembre si presenta una seconda opportunità per l’Arezzo di ritornare nella ex serie C: questa volta Ferretti fa il suo dovere riconquistandosi la fiducia degli ormai sconfortati tifosi aretini e presenta la domanda di ripescaggio. E finalmente dopo anni di serie D l’Arezzo ritorna ai fasti del calcio italiano in una Lega Pro “ristrutturata”. Palese è la commozione dei tifosi, della società e dell’allenatore, Ezio Capuano, un uomo dalla grinta che pochi riescono ad avere. L’Arezzo però, invece di andare nel suo girone, il B, viene ripescato nel girone A in quanto il Pisa, sicuro della sua promozione in B rimane “fregato” e resta in Lega Pro girone B, mentre il Vicenza prende il suo posto, tutto ciò in sostituzione del Siena, che viene estromesso per dissesto finanziario. Quindi, essendo il Vicenza nel girone A, l’Arezzo automaticamente va al posto di quest’ultima. Ma a noi tifosi non interessa in che girone è stata ripescata la squadra della nostra città, ma che sia in Lega Pro e che ci rimanga. Il campionato era già iniziato quando l’Arezzo è stata ripescata, quindi in pochissimi giorni non solo ha dovuto costruire una squadra di sana pianta, una adatta a questo tipo di competizioni in quanto era pronta per la D, avendo addirittura disputato una partita di coppa Italia di quella serie, ma anche giocare le partite in programma recuperandone 2. E oggi si è avuta la prima sconfitta, con il Bassano, il primo in classifica, in trasferta e all’ultimo palpito di partita. Comunque questa squadra costruita in pochissimo tempo e completamente nuova e ancora in fase di rodaggio ha dimostrato una grinta che non credeva nemmeno lei di avere e i tifosi ne sono entusiasti. Questo non lo dico solo io da supertifosa amaranto ma lo sostengono i commentatori sportivi che con l’Arezzo non c’entrano nulla. Mi auguro che riesca nel suo intento principale di restare nella Lega Pro e successivamente, nei prossimi anni, sognare di nuovo la serie B. Gli aretini vogliono restare con i piedi per terra dopo le numerose batoste che si sono beccati in questi anni. E’ già un sogno che si è avverato inaspettatamente quello di poter solcare, calcisticamente parlando, i campi della Lega Pro, seppure in un girone che non è il suo. E che questo sogno possa durare a lungo per questa squadra che ha avuto alti e bassi come ho detto nella mia introduzione. In questa “breve” carrellata di fatti riguardanti la squadra dell’Arezzo siamo passati da momenti di sogno al baratro arrivando a questa stagione 2014/2015.
Che l’Arezzo ci faccia sognare ancora a lungo!!!

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Emidio

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