Con un messaggio per la prima volta in ebraico, l’Isis minaccia oggi gli israeliani che le violenze delle ultime settimane sono l’inizio di un conflitto ben più vasto. “La guerra vera non è ancora iniziata”, avverte un miliziano incappucciato: “Stiamo arrivando”. “Questo e’ un messaggio importante per gli ebrei che hanno occupato la terra dei musulmani”, esordisce il miliziano dell’Isis, che compare armato di tutto punto e che si esprime in un ebraico fluente. “La guerra vera e propria non è ancora iniziata. Quello che state provando adesso – rileva – è solo un gioco da ragazzi rispetto a quanto vi attende nel prossimo futuro. Per ora fate quello che volete. Ma sappiate che vi faremo pagare il conto, dieci volte per quanto avete fatto”. “Pensate un momento: cosa farete quando decine di migliaia da tutto il mondo verranno da voi per sgozzarvi e per gettarvi nell’immondezzaio?, chiede il miliziano. “Noi continueremo fino in fondo, finché non avremo debellato la malattia”. Il miliziano fa poi notare agli israeliani che non si tratta di minacce astratte e mostra una cartina sulle avanzate recenti dei jihadisti islamici. “Ci stiamo avvicinando a voi dal Sud (Sinai, ndr) e da Nord (Golan, ndr). Il nostro scopo è di cancellare per sempre i confini tracciati (dalle potenze occidentali nel 1916, ndr) con gli accordi di Sykes-Picot”. Un soldato israeliano è stato pugnalato da un palestinese questa mattina a Gush Etzion in Cisgiordania. Lo dice il portavoce militare secondo cui l’aggressore, ferito dagli spari dei militari, è stato catturato. Il soldato ha ferite leggere. Il soldato, secondo i media, è un beduino in forza all’esercito ed è stato ferito nella parte superiore del corpo. Secondo le stesse fonti l’aggressore palestinese è stato colpito alle gambe dal fuoco degli altri soldati. Un palestinese ha tentato di pugnalare oggi un soldato israeliano ad Hebron, in Cisgiordania. Lo dice la radio militare secondo cui il soldato è rimasto incolume e l’assalitore è fuggito. Un israeliano e’ stato accoltellato questa mattina in un attentato a Beit Shemesh (vicino Gerusalemme) da due palestinesi all’ingresso di una sinagoga. L’israeliano è in condizioni medie. Uno dei due assalitori è morto mentre il secondo assalitore versa in condizioni gravi. Con se’ avevano simboli di Hamas. L’attentato odierno di Beit Shemesh segue due altri episodi drammatici avvenuti nella nottata. In Cisgiordania alcuni militari israeliani sono caduti in apparenza in una imboscata palestinese in un tratto di strada fra Betlemme e Hebron. Dopo essere stati colpiti da una sassaiola, sono scesi dal loro veicolo per lanciarsi all’inseguimento degli assalitori, ma sono stati subito travolti da un veicolo in corsa guidato da un palestinese. Cinque militari sono rimasti feriti (due in condizioni gravi) mentre l’autista e’ stato colpito da spari di reazione e ferito in modo grave. Poco dopo a Gerusalemme due soldati sono stati assaliti vicino ad un autobus da una persona che, asseritamente, ha cercato di impadronirsi di una delle loro armi. I soldati lo hanno colpito a morte, ritenendolo un attentatore palestinese. In seguito e’ emerso invece che si trattava di un israeliano ebreo, forse psicologicamente instabile. Il leader di Hamas Khaled Mashaal ha detto che “l’Intifada di Gerusalemme”, come ha definito l’escalation di violenze in Israele e nei Territori, non si fermerà. “La rivolta – ha spiegato in un comizio in Sudafrica, dove è stato invitato dall’Anc, riportato dai media israeliani – continuerà fino al raggiungimento della libertà per la Palestina e il suo popolo”. Kerry, mettere fine a violenza – “E’ necessario mettere fine all’incitamento e alla violenza” in Medio oriente. Lo ha detto il segretario di stato Usa John Kerry, a Berlino dove ha incontrato il premier israeliano Netanyahu che ha invece accusato Abu Mazen di “spargere menzogne” su Israele.

 

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Emidio

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