Tra poche ore inizia il Sinodo dei vescovi sulla famiglia, e con un timing  non certo casuale la questione omosessuale è al centro dell’attenzione mediatica, con il clamoroso coming out di un monsignore polacco, Krzysztof Charamsa, officiale della Congregazione per la dottrina della fede e secondo segretario della Commissione teologica internazionale, il quale ha rivelato ieri sera ai media polacchi di essere gay e di avere un compagno. Nei giorni scorsi le polemiche – soprattutto statunitensi – sul significato del breve incontro nella nunziatura di Washington tra Papa Francesco e Kim Davis, l’impiegata di Contea del Kentucky arrestata perché si rifiutava di rilasciare una licenza di matrimonio a una coppia omosessuale. Poi ieri la notizia dell’incontro, avvenuto nella stessa nunziatura, tra Bergoglio e un suo ex alunno omosessuale che vive negli States, il quale era accompagnato dal compagno, dalla madre e da alcuni amici. Francesco ha voluto rivedere una persona che conosce fin dagli anni Sessanta, e al suo gesto non sono da attribuire particolari significati, tanto più che non è la prima volta che accade. Lo scorso gennaio Francesco aveva accolto in Vaticano Diego Neria Lejarraga, un transessuale spagnolo e la sua fidanzata. L’ex donna, di 48 anni, aveva scritto al Papa denunciando di essere stato emarginato dalla Chiesa nella sua città di Plasencia, in Estremadura, dopo il cambio di sesso. Ma è il coming out del 43enne monsignore polacco a far più scalpore in Vaticano. Krzysztof Charamsa lavora nell’ex Sant’Uffizio, collabora con la Commissione teologica internazionale, insegna in vari atenei romani. Nei giorni scorsi ha pubblicato un lungo articolo sul settimanale cattolico polacco Tygodnik Powszechny criticando il linguaggio di alcuni sacerdoti del suo Paese nei confronti dei gay. Poi, nel tardo pomeriggio di ieri, la rivelazione rilanciata dai media polacchi: «Sono gay, ho deciso di renderlo pubblico, non posso più nascondermi, ho un compagno». Charamsa ha scelto con attenzione i tempi, dato che oggi sarà presente a Roma alla prima assemblea internazionale dei cattolici LGBT organizzata dal Global Network of Rainbow Catholics alla vigilia del Sinodo sulla famiglia. Charamsa ha spiegato di non potersi più nascondere e di non voler più agire da «fariseo». Ha detto che l’essersi innamorato di un uomo lo ha fatto sentire meglio anche come sacerdote. Ha anche criticato fortemente l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’omosessualità.

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Emidio

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