Migliaia i milanesi radunati a piazzale Cadorna per il presidio organizzato dal Pd cittadino e dal Comune “Nessuno tocchi Milano”, in risposta alle devastazioni dei black bloc durante la manifestazione del primo maggio e l’inaugurazione di Expo 2015. In piazza tanti giovani, famiglie con bambini, anziani giunti per ripulire la città dai graffiti, con attrezzatura fornita dall’Amsa. A dare una mano è arrivato anche il cantautore Roberto Vecchioni: “La violenza non è giustificabile in alcun modo – ha detto – quello che hanno fatto a Milano è come una coltellata a un innocente”. In piazza gli assessori della giunta, il segretario del Pd Pietro Bussolati e il sindaco Giuliano Pisapia. “Stamattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha telefonato per dire a me, a voi cittadini, che è entusiasta della risposta che Milano ha dato”, ha esordito il sindaco Giuliano Pisapia dal palco della manifestazione. “Grazie a tutti questa è la festa della Milano che unisce, che reagisce, che dice no a ogni sopruso e violenza – ha dichiarato il Primo cittadino di Milano -. È una piazza bellissima per dire no a chi tenta con la violenza a ognuno di esprimere le proprie idee”. Milano con Expo “sarà al centro del mondo per sei mesi e noi siamo orgogliosi e vogliamo dire che la città nessuno la deve toccare perché altrimenti si ribella”. Il corteo è partito da piazzale Cadorna e ha imboccato via Carducci, ripercorrendo quindi a ritroso il percorso dei black bloc che l’altro giorno hanno devastato la zona. Durante il tragitto, tra gli applausi di molte persone sul marciapiede o affacciate alle finestre, i cittadini hanno ripulito le scritte dai muri e rimesso in ordine quanto lasciato ancora da sistemare. In testa al corteo il sindaco Giuliano Pisapia con la fascia tricolore oltre a molti altri amministratori, al presidente del Consiglio regionale lombardo Raffaele Cattaneo e al sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto. “Siamo in 20 mila”, ha dichiarato Pisapia all’arrivo della testa del corteo alla nuova Darsena, dove è stato allestito un piccolo palco per salutare i cittadini. Insieme al sindaco hanno portato il loro saluto anche il cantautore Roberto Vecchioni (“oggi è una delle giornate più commoventi della mia vita”) e Claudio Bisio.  Bisio e Massimo Cirri, storico conduttore di Radio2, hanno lanciato un appello al sindaco di Milano Giuliano Pisapia perché ritorno sulle sue decisioni e decida di candidarsi alle elezioni politiche del 2016. “Noi tre – ha detto Bisio dal palco della manifestazione, abbracciando il sindaco e Cirri – siamo stati quattro anni fa a Milano con un doppio arcobaleno bellissimo, ho una foto ricordo stupenda. Non voglio adesso rompere le scatole a Giuliano per dire ripensaci – ha aggiunto – ma Giuliano ripensaci”. Immediata la reazione dei molti partecipanti alla manifestazione che hanno applaudito a lungo. “È stato rifatto al contrario il percorso di quei delinquenti come un ‘resettaggio’ di tutto quello che loro avevano fatto”, ha spiegato Roberto Vecchioni dal palco allestito alla Darsena. “È come se avessimo rimesso a posto simbolicamente Milano, tutta la città, non solo quella strada, dalle porcherie, dalle schifezze incivili che sono state fatte”, ha concluso.

Renzi contestato

Agli amici del Pd di Milano dico grazie”, mentre “a quelli che con il Rolex andavano a distruggere le vetrine” dico “che quattro teppistelli non vinceranno, non avranno la meglio. Siamo piu’ forti noi”. E’ quanto ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla festa dell’Unita’ di Bologna a proposito degli incidenti di Milano in concomitanza con l’inaugurazione dell’Expo. «So che ci sono persone che mi vogliono contestare sulla scuola e sono pronto a incontrare chiunque ma libertà è rispondere con un sorriso a chi contesta e dire che non ci facciamo certo spaventare da tre fischi: abbiamo il compito di cambiare l’Italia e la cambieremo, di non mollare e non molleremo», ha detto Renzi. «Non è con un fischietto in bocca e urlando che si migliora la scuola: se la Buona scuola non passa continuerete a fischiare senza incidere sull’educazione dei nostri figli», ha proseguito rivolgendosi a un gruppo di manifestanti che contestavano i passaggi sulla scuola del suo intervento. «Mi hanno detto di non provocare, di non parlare di scuola» ma «non lasceremo la scuola soltanto in mano a chi urla: la daremo a docenti, studenti, a chi vuole discutere nel merito, perchè la scuola è delle famiglie» (al termine del suo intervento Renzi ha poi incontrato un gruppo di precari che facevano parte dei contestatori). «Agli amici del Pd di Milano dico grazie: mentre quelli col Rolex andavano a distruggere le vetrine loro si sono messi a pulire le vetrine e dire che quattro teppistelli non la vinceranno, non avranno la meglio. Siamo più forti noi», ha aggiunto dal palco. La polizia ha risposto con una breve carica quando circa 40 esponenti dei collettivi hanno tentato l’accesso al Parco della Montagnola. Tre ragazzi membri del collettivo Hobo, due uomini e una donna, sono stati denunciati dalla Digos per resistenza a pubblico ufficiale. Dei tre, l’unica ragazza anche per possesso di oggetti atti a offendere: aveva una corda che usava come frusta. Tra la polizia non risultano contusi. Due invece quelli tra i manifestanti, che sono andati in ospedale. Un terzo ferito è la donna, sui 60 anni, che non faceva parte però della protesta. I manifestanti, dopo il rilascio dei tre, si sono allontanati dal parco Montagnola.

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Emidio

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