Una scossa di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 7.35 in provincia di Treviso. E’ quanto rende noto l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Interessata la zona sotto le colline del prosecco, tra Moriago, Vidor, Valdobbiadene, nella stessa area in cui un analogo sisma si era verificato all’alba del 12 maggio“Scosse prevedibili – affermano al Crs di Udine – che rientrano nella normale attività tellurica della zona”. Ancora paura, tuttavia, nel Quartier del Piave, l’area geografica più interessata. La scossa è stata accompagnata da un boato che ha procurato allarme nella popolazione ma non danni come rendono noto i vigili del fuoco. Da alcuni giorni una modesta attività sismica ad intermittenza interessa la zona collinare che va dal Montello (Treviso) alla Prealpi bellunesi verso la zona di Feltre. Dopo i recenti continui fenomeni sismici che hanno interessato numerose aree internazionali ma anche italiane e venete la Federazione dell’Ordine degli Ingegneri del Veneto (Foiv) propone alla Regione uno screening degli edifici esistenti. L’ultima scossa, prima di quella di stamane, in Veneto è stata registrata il 12 maggio, alle 4.02 con epicentro a Montebelluna di magnitudo 3.5 avvertita in tutto il trevigiano sino a Mestre. Secondo l’Ordine degli Ingegneri veneti il terremoto è stato il più forte negli ultimi trent’anni anni, ma considerato in linea con i movimenti sismici che periodicamente si replicano sulla faglia del Montello. “Come ingegneri abbiamo più volte constatato come non sia il terremoto, l’evento sismico in sé, la prima causa di mortalità – spiega Gian Pietro Napol, presidente della Foiv – ma i crolli dovuti ad edifici costruiti senza adeguata attenzione ai criteri di prevenzione antisismica. Prevenzione dunque è per noi la parola chiave. Come categoria ci sentiamo impegnati in prima persona in questo senso. Per questo abbiamo proposto alla Regione e alle associazioni di categoria (Unindustria, Ance Confartigianato) uno screening delle condizioni degli edifici esistenti, propedeutico alla valutazione della vulnerabilità sismica e alla definizione degli interventi da realizzare per la mitigazione del rischio”. “In Veneto ci sono zone con pericolosità sismica maggiori di altre – spiega Napol – In modo particolare tutta la fascia pedemontana veneta che dal Cansiglio arriva fino all’alto vicentino e al veronese. Queste zone, se non lo erano già prima, sono state dichiarate sismiche di seconda categoria, il più alto grado della Regione Veneto fin dal 1982”.

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Emidio

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