Potrebbe esserci l’assurdo movente di un giovane amore contrastato dietro la morte di una 49enne e il grave ferimento del marito ad Ancona, raggiunti da colpi di pistola nella loro abitazione con modalità da esecuzione. La loro colpa, essersi opposti alla relazione tra la figlia 16enne e il fidanzato, appena maggiorenne. Irreperibili nelle ore successive alla sparatoria, i due ragazzi sono stati intercettati in serata alla stazione di Falconara Marittima e portati nella Caserma del Comando provinciale dei Carabinieri di Ancona. Per il ragazzo è scattato lo stato di fermo con l’accusa di omicidio, tentato omicidio e porto abusivo d’arma. Ma è da appurare se la 16enne abbia svolto un ruolo attivo nella realizzazione di un piano. E la premeditazione, sottolineano gli inquirenti, “non è cosa da poco”. La sua posizione è al momento al vaglio del pm della Procura dei Minori. Il dramma si è consumato intorno alle 13,30, in una palazzina di via Crivelli, non lontano dalla sede della Regione Marche. Allarmati dal fragore di colpi d’arma da fuoco proveniente dall’appartamento al quarto piano – almeno cinque o sei, esplosi da una pistola automatica calibro 9 x 21, al momento non trovata – i vicini hanno chiamato carabinieri e 118. Entrati in casa, i militari hanno trovato Roberta Pierini, impiegata, priva di vita, riversa a terra sul terrazzo, dove forse aveva cercato una via di fuga. A ucciderla, un proiettile alla testa. Poco distante Fabio Giacconi, anche lui 49enne, sottufficiale dell’Aeronautica militare in servizio a Loreto, colpito quattro volte al torace e di striscio all’orecchio. Intubato e stabilizzato in casa, poi trasferito all’ospedale “Torrette” di Ancona, versa in gravissime condizioni, la prognosi è riservata. In via Crivelli, oltre al medico legale e ai Ris, è arrivato anche il sostituto procuratore Andrea Laurino. Escluso il tentativo di omicidio-suicidio, i carabinieri, coordinati dalla Procura, si sono concentrati sulla figlia minorenne della coppia e sul suo fidanzato, il 18enne Antonio Tagliata, resisi entrambi irreperibili e poi considerati in fuga. A quanto si apprende, il loro rapporto era da sempre ostacolato da entrambi i genitori. Sembra che alcuni mesi fa la sedicenne abbia saltato un giorno di scuola per stare con il fidanzato, mandando su tutte le furie mamma e papà. Gli inquirenti non si sbilanciano e aspettano i primi riscontri scientifici. Se Antonio Tagliata è il maggior sospettato quale autore del delitto e del grave ferimento, la fidanzatina potrebbe essere stata sua complice. Entrambi erano presenti nell’abitazione di via Crivelli. Una delle ipotesi è che sia stata proprio lei, la sedicenne, ad aprire la porta di casa al fidanzato armato di pistola. Un testimone li avrebbe notati insieme sul pianerottolo dello stabile, altri li avrebbero osservati fuggire insieme in scooter subito dopo gli spari. Alla stazione di Falconara, dove sono stati intercettati dai carabinieri, i due ragazzi sarebbero arrivati proprio in motorino. Con loro anche due amici, che forse volevano aiutarli a fuggire, anche se non è ancora chiaro se stessero per allontanarsi dalla città in treno. I quattro sono stati portati in caserma. All’arrivo, Antonio Tagliata ha accusato un lieve malore. Soccorso dall’equipaggio di un’ambulanza, si è ristabilito e ha potuto affrontare l’interrogatorio, che è ancora in corso ad opera del pm Laurino, alla presenza del suo difensore. il comandante provinciale dei carabinieri di Ancona, Stefano Caporossi, ha riferito ai giornalisti che nei momenti successivi al fermo i due ragazzi sono apparsi “molto confusi”.

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Emidio

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