Il Papa ha una “piccola macchia scura nel cervello”, un “tumore curabile”. Lo scrive il Quotidiano nazionale in prima pagina. Immediata la secca smentita del portavoce vaticano padre Federico Lombardi: “La diffusione di notizie infondate è gravemente irresponsabile e non è degna di attenzione. Il Papa sta svolgendo come sempre la sua attività intensissima”. Secondo il quotidiano, Bergoglio ha una “piccola macchia scura nel cervello”, un piccolo “tumore curabile“. Scoperto, si legge nell’articolo, da un medico giapponese, Takanori Fukushima, specialista di fama mondiale in questo tipo di malattie, che lavora anche in una clinica di una piccola località della Toscana, la Casa di Cura San Rossore. “Qualche mese fa”, “una mattina come tante”, un elicottero con “le insegne giallo-bianche sulla fiancata” è sbucato “nel cielo sopra Barbaricina, alle porte di Pisa”, racconta il quotidiano. Dopo aver fatto tappa nella clinica “nota per aver avuto tra i suoi pazienti Indro Montanelli, Sandra Mondaini e Pippo Baudo” e aver “prelevato l’equipe del professor Fukushima”, l’apparecchio è poi ripartito “alla volta di Roma per atterrare oltre le mura Leonine”. Sempre stando all’articolo di Qn il luminare, docente di Neurochirurgia alDuke University Medical Center e al West Virginia University Medical Center, dopo la visita ha “escluso la necessità di qualsiasi operazione chirurgica”. Nessuna conferma dalla clinica toscana, dove “le bocche sono rigorosamente cucite”, anche se un’infermiera citata dal giornale riferisce di aver visto gli esami e di aver “acceso un cero alla Madonna nella cappella della casa di cura”. Ciò che non convince nella ricostruzione, dove è riportata in modo impreciso anche l’età di Bergoglio, è il riferimento all’elicottero con “le insegne giallo-bianche”. Il Vaticano, infatti, non ha elicotteri, pur avendo un eliporto all’interno del suo piccolo Stato. Per gli spostamenti del Papa e dei suoi più stretti collaboratori sono utilizzati sempre quelli dell’Aeronautica militare che, però, fanno base a Ciampino e non all’interno delle mura Leonine. Quando, per esempio, il 28 febbraio 2013, nel suo ultimo giorno di pontificato, Benedetto XVI lasciò per sempre il Palazzo Apostolico,fu un elicottero dell’Aeronautica militare a portarlo a Castel Gandolfo dove seguì il conclave che elesse Bergoglio. Parlando con i giornalisti, il vicedirettore della Sala Stampa vaticana, padre Ciro Benedettini, ha ricordato che l’attività del Papa è come sempre molto intensa: ci sono in programma un viaggio in Africa a fine novembre 2015 e una visita in Messico per l’inizio del 2016. Alle parole della Santa Sede ha subito controreplicato il direttore di Qn, Andrea Cangini: “La smentita ècomprensibile ed era attesa. Abbiamo a lungo tenuto ferma la notizia per fare tutte le verifiche del caso. Non abbiamo il minimo dubbio sulla sua fondatezza. Ci siamo seriamente interrogati se pubblicarla o meno. Abbiamo ritenuto che quel che a nostro avviso vale per un capo di Stato o di governo valga anche per il Papa: l’enorme responsabilità pubblica di cui queste personalità sono gravate ci porta a credere che il diritto alla riservatezza sia meno importante del diritto dell’opinione pubblica a essere informata”. Cangini ha spiegato la sua scelta di pubblicare questa notizia in un editoriale intitolato “Il dovere di scriverlo”. Il direttore ricorda che “si è lungamente parlato, negli scorsi anni, del tumore alla prostata di Silvio Berlusconi così come della malattia che affliggeva Papa Wojtyla e, dopo di lui, delle patologie di Benedetto XVI. In nessuno di questi tre casi la notizia del corpo malato ha minato la credibilità del ‘leader’; in tutti e tre questi casi l’immagine dell’uomo ne è uscita rafforzata. Francois Mitterand negò fino all’ultimo di avere un cancro, ritenendo che l’ammissione avrebbe leso la maestà della presidenza francese, Ronald Reagan toccò il culmine della propria popolarità negli Stati Uniti e nel mondo rivelando d’avere l’Alzheimer”.

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Emidio

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