10629867_1462713860674351_5337742131868727166_nPerché? E’ una domanda che ci poniamo spesso e per le più svariate ragioni. La prima domanda che ti fa un bambino è proprio: perché??? Ti guarda con i suoi occhioni grandi e ti chiede mille perché, perché il cielo è azzurro, perché si dorme, etc… E non si sazia mai delle risposte dei genitori per quanto esaurienti essi siano. Ma ci sono perché più importanti, quelli che ci facciamo da adulti. Perché, per esempio, le persone negli ultimi tempi sembrano preda di una sindrome omicida??? Sono pieni i giornali di cronache quotidiane riguardanti soprattutto tragedie famigliari come quel padre di 34 anni che ad Ancona ha ucciso la figlioletta di 18 mesi di nome Alessia solo perché piangeva, con un coltello, nemmeno fosse la caccia ad un animale che si sgozza per poter sopravvivere in una foresta. Cito i giornali che dicono : “Era depresso.” La madre dice che aveva visto il figlio giù di morale e che lui riportava le seguenti parole: “Mi manca l’amore.” E la madre le aveva suggerito di separarsi dalla moglie. E lui: “Non posso.” La madre credeva che avrebbe tentato il suicidio e invece ha fatto di peggio, ha ucciso un angioletto indifeso con un coltellaccio. Ora è piantonato in un ospedale psichiatrico. “Poveretto!” direbbe qualcuno. Io invece direi poveretta a quell’essere indifeso che è stato ucciso dalla persona che lo doveva proteggere dal male, il padre, l’uomo di casa, quello che se la doveva tenere in braccio a mo di culla dove invece ha trovato la morte. Perché??? Se realmente era depresso perché non ha rivolto l’arma verso di se e non verso sua figlia??? Non sto condonando assolutamente il suicidio, ma se uno è depresso che fa ammazza gli altri, ancor più grave se toglie la vita al sangue del suo sangue??? Eh no, non si fa così. Cosa sia entrato nella testa di questo giovane padre non si sa, una famiglia all’apparenza serena, stroncata da un’immane tragedia. Ora vedremo che farà la giustizia italiana ma qualsiasi cosa farà niente potrà restituire questa giovane vita alla sua madre e alla sua sorellina. Un altro fatto di cronaca del genere è successo in provincia di Catania dove un padre di 47 anni ha ucciso prima la figlia di 12 anni poi ha accoltellato quella di 14 che è in gravissime condizioni mentre dormivano pacifiche nel loro lettino, in casa, nel luogo dove si dovevano sentire più al sicuro dal male della vita. Poi l’uomo ha rivolto l’arma verso di sé e si è pugnalato allo stomaco ma i figli più grandi di 17 e 22 anni lo hanno fermato. Ora lui è salvo e la figlia di 14 anni è grave. Ma perché??? Ripeto le domande di prima. L’uomo era stato lasciato da poco dalla moglie che aveva abbandonato lui e i figli dopo 23 anni di matrimonio e da due anni era senza lavoro. Era depresso sicuramente, una moglie che apparentemente lo lascia senza una motivazione, essere senza lavoro, sono condizioni che farebbero deprimere chiunque ma si arriva al punto di ammazzare le proprie figlie, il proprio intimo generato??? No, niente può giustificare questo atto. Sempre un fatto che coinvolge una famiglia all’apparenza normale e serena e da parte di un padre apparentemente irreprensibile, un buon capofamiglia. Solo apparenza però a quanto pare. E perché proprio le figlie femmine ha tentato di ammazzare (e con una ci è riuscito) mentre i maschi non li ha toccati??? Transfert della moglie andata via nelle figlie??? Questo non lo possiamo sapere sta di fatto che non sono azioni da compiersi qualsiasi sia la nostra condizione mentale. Perché accade questo??? I valori famigliari sono diventati un’utopia in questa società purtroppo e anche il senso di veri sentimenti e altruismo sono finiti nel gabinetto, scusate il paragone poco delicato. Ma di fronte a tragedie come queste non si può andare tanto sul leggero, sono troppo gravi per non chiedersi perché. Purtroppo noi non possiamo rimediare a queste tragedie, possiamo solo valorizzare le cose più importanti all’interno dapprima di ciascuno di noi poi nella nostra famiglia che sia essa composta da due coniugi, o dai genitori o da coniugi e figli. Credete in queste cose, fino in fondo, la società non è completamente perduta, sta a noi, a ognuno di noi ridare valore agli affetti e non al dio denaro. Perché il denaro serve per carità ma non è la nostra vita, in quanto se hai tanto in senso materiale ma sei solo che ti giova ciò??? Ho ribadito spesso questo concetto, anche nell’articolo precedente a questo, in quanto di fronte a tali tragedie rimango basita e mi faccio la solita domanda: Perché???
Perché:una domanda che ci dovremmo porre spesso ma per motivi meno tragici, in quanto conoscere sempre di più è stimolante, bello e mantiene giovani. Però porsi questa domanda per motivi tragici non dovrebbe accadere tanto spesso. Miglioriamoci noi prima di tutto. Se lo facciamo tutti sarà più facile avere un mondo più vivibile.

The following two tabs change content below.

Emidio

Amministratore a DiarioNet
Web Architect - Web Developer - Web Designer - Web Master - Blogger - Orientato a sinistra