Usando procedure standard gli esperti lo hanno chiamato WT1190F e molti madrelingua inglese hanno subito pensato all’acronimo WTF, traducibile in modo educato con “cosa Diavolo…”. Effettivamente qualche motivo per un’esclamazione di sorpresa ci sarebbe. È un pezzo di spazzatura spaziale di circa due metri destinato a cadere sulla Terra nei prossimi giorni, fortunatamente in un luogo non abitato. Dopo numerose osservazioni gli scienziati hanno calcolato la data in cui rientrerà nell’atmosfera, il 13 novembre alle 6.49 del mattino ora italiana, e il luogo, l’Oceano Indiano a un centinaio di chilometri a sud dello Sri Lanka. È stata anche stimata la sua velocità: arriverà nell’atmosfera a 11 chilometri al secondo. Quello che ancora non si sa, però, è di cosa si tratti. La sua orbita è estremamente ellittica e lo porta al di là della Luna. Un’ipotesi considerata attendibile, anche per la bassa densità del materiale che lo compone, è che si tratti di un relitto spaziale lasciato da una missione lunare, forse persino del programma Apollo di fine anni ‘60. Potrebbe ad esempio trattarsi del pezzo di un razzo o di un pannello solare. Secondo l’Agenzia Spaziale Europea l’oggetto dovrebbe disintegrarsi quasi completamente nell’atmosfera poiché è di dimensioni ridotte. Non si può comunque escludere che dei frammenti precipitino in mare. Per gli astronomi si tratta di un’opportunità di studio. Permette ad esempio di elaborare modelli del rientro di oggetti con un’orbita estremamente eccentrica. Un test che potrebbe essere utile anche in futuro in caso di avvistamenti di asteroidi diretti sulla Terra.

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Emidio

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