Il musicista 57enne – che ha contratto il virus dell’HIV negli Anni ’90 – si sarebbe rifiutato di sottoporsi ai trattamenti nella convinzione che a salvarlo sarebbe stata la fede in Dio. Amici dell’icona del pop – seguace dei testimoni di Geova – hanno fatto sapere alla rivista National Enquirer: “Era in pessime condizioni di salute. I dottori dissero a Prince che l’emocromo nel suo sangue era molto basso e che la sua temperatura corporea si stava pericolosamente abbassando.

Aveva carenza di ferro, era molto debole e spesso disorientato. Mangiava raramente e quando lo faceva rimetteva.” “Diceva: ‘Dio mi curerà'”. Dopo aver scoperto di essere sieropositivo, inoltre, Prince avrebbe seguito il consiglio dei membri del suo clan religioso di non sottoporsi ai trattamenti per il contenimento del virus. “Dicevano a Prince che la sua vita sarebbe durata e che sarebbe stata la sua fede a salvarlo. Ma i sintomi erano tornati e ormai era troppo tardi per le cure.

Pensava che avrebbe superato l’estate, ma il suo sistema immunitario non ha retto.” Al cantante sarebbero inoltre stati prescritti degli oppiacei per la alleviare i dolori causati dall’AIDS e da una vecchia infiammazione all’anca. Immediatamente dopo la morte, è stata diffusa la notizia secondo cui a provocare il decesso sarebbe stata un’overdose di Percocet, un farmaco antidolorifico prescrittogli sei giorni prima della sua morte. Stando al racconto degli amici, Prince ormai era rassegnato al suo destino e avrebbe addirittura cominciato a preparare il suo funerale. Sul corpo non sono stati riscontrati segni di violenza e la salma è stata restituita alla famiglia per le esequie, che si terranno in forma privata i primi di maggio.

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Emidio

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