Qualcuno lo ha già ribattezzato il ’virus della Polizia. Non scatta con pantere e lampeggianti ma per viaggiare veloce si serve delle rete: è un insidioso virus informatico che «prende in ostaggio» il computer. Poi, una schermata con un falso logo di forze di polizia, impone il pagamento di una somma di denaro per ricevere il codice di sblocco del sistema. «Il virus è noto da tempo. Ha interessato sia la Polizia postale, sia la Guardia di Finanza e i Carabinieri: i nostri uffici sono al lavoro sui territori per le indagini, contiamo di risolvere presto il problema individuando gli autori», spiega all’Adnkronos Ivano Gabrielli, commissario capo della Polizia Postale e delle Comunicazioni e responsabile del commissariato virtuale della Ps. In rete, spiega, il virus «ha il nome “ransomware”, prezzo del riscatto. Blocca l’avvio del computer, che non viene però danneggiato. Compare una schermata e l’utente di solito si trova davanti il logo dell’organo di polizia che viene scelto per la truffa,  accompagnato dalla richiesta di un prezzo da pagare per sbloccare il pc». La dicitura tipo è questa: «A seguito di indagini, il suo pc è stato bloccato». Quindi vengono fornite coordinate bancarie estere, assicurando che una volta ricevuto il bonifico, il sistema viene sbloccato. «È falsa sia la notizia sia il rimedio -rimarca il commissario Gabrielli- e ovviamente non bisogna effettuare alcun tipo di bonifico, per nessuna ragione». Di fatto, sottolinea Gabrielli, il virus «può essere facilmente cancellato con alcune semplici operazioni». Infatti, collegandosi al sito www.commissariatodps.it, si trovano tutti i passaggi necessari per neutralizzare la truffa informatica. Anzitutto, spiega il responsabile del commissariato virtuale della Polizia, «occorre spegnere il computer in maniera meccanica, togliendo l’alimentazione. Riavviando il pc appare una pagina di comando in Dos». «A quel punto -suggerisce ancora la Polizia Postale- è sufficiente fare un avvio provvisorio, con il tasto F8. Il pc aggira così il comando del virus e l’utente, scegliendo il tasto start e i programmi, si troverà di fronte a un file che nell’ipotesi più diffusa ha il nome wpbto.dll. Selezionandolo, potrà trascinarlo nel cestino», risolvendo il problema. L’invito della Polizia Postale e delle Comunicazioni è comunque di dotarsi di un antivirus da tenere sempre aggiornato, facendo attenzione che la licenza non sia scaduta e quindi che ci si trovi senza protezione, di navigare mediante la predisposizione di un account utente e non con diritti di amministrazione e soprattutto di non pagare nulla ad alcuno.

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Emidio

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