Alle elezioni regionali 2015 si registra un 5 a 2 per il centrosinistra, lo stesso risultato di cinque anni fa nelle sette regioni in cui si è votato ieri. Ma il Pd esce in parte ridimensionato dalla consultazione elettorale, perdendo a vantaggio di Giovanni Toti (centrodestra) la guida della Regione Liguria. Sconfitta compensata dalla vittoria di Vincenzo De Luca, che ha strappato la Campania al centrodestra di Stefano Caldoro. Il centrosinistra vince quindi in Toscana, Marche, Umbria, Puglia e Campania. Il centrodestra in Veneto e Liguria. Giù di quasi 10 punti l’affluenza, al 53,9% rispetto al 64,1 del 2010. In Liguria Giovanni Toti – con l’appoggio dell’intero centrodestra – strappa la Regione al centrosinistra, diviso al suo interno. Toti ottiene il 34,4%, mentre Raffaella Paita si ferma intorno al 27,8%. Alice Salvatore, Movimento 5 Stelle, sfiora il 25 per cento (24,8%). Mentre il candidato civatiano Luca Pastorino (ex Pd) ottiene il 9,4%. «Non siamo disponibili ad accogliere nuovi profughi. Non è una questione di mancanza di solidarietà ma di semplice buonsenso». Così Toti, durante la sua prima conferenza stampa da presidente della Regione Liguria. In Campania il candidato del Pd, Vincenzo De Luca, si avvia a vincere le elezioni con il 41%. Quando mancano poche centinaia di sezioni da scrutinare ha un vantaggio di oltre due punti su Stefano Caldoro (38,3%), governatore uscente in quota centrodestra. Al terzo posto, Valeria Ciarambino (M5s) con il 17,9%. Ma per l’ex sindaco di Salerno (“impresentabile” secondo la “black list” stilata venerdì scorso dalla commissione Antimafia) ora si apre la partita della decadenza legata alla legge Severino (è condannato in primo grado per abuso d’ufficio, e come tale destinato a essere sospeso dalla carica). È un tweet il primo commento di Vincenzo De Luca dopo la vittoria in Campania. «A testa alta! Grazie Campania», il cinguettio del neo presidente, che ha promesso: «La Regione dovrà essere una casa di vetro». Ma il Movimento 5 stelle ha già presentato un esposto contro De Luca alla Procura della Repubblica. In Veneto, il presidente uscente Luca Zaia (Carroccio) riconquista la regione con il 50,5 per cento. Doppiata la candidata del Pd Alessandra Moretti (22,7%). Al terzo posto Jacopo Berti (Cinque Stelle) con l’11,8%. Quarto Flavio Tosi, ex Lega, con l’11,6%. In Toscana il governatore uscente, il dem Enrico Rossi ha superato il 40% necessario ad assicurarsi la vittoria al primo turno, conquistando 48 per cento. Al secondo posto Claudio Borghi, candidato della Lega Nord, intorno al 20 per cento. A sorpresa il centrosinistra ha temuto per una sua roccaforte, l’Umbria. All’inizio dello spoglio si è registrato un testa a testa tra la presidente uscente dem, Catiuscia Marini (Pd) e lo sfidante di centrodestra Claudio Ricci. Alla fine però la governatrice uscente si è imposta con il 42,8 per cento contro il 39,3 dell’avversario. In Puglia, Michele Emiliano (Pd) si attesta intorno al 47,4%. Per il secondo posto un testa a testa tra la candidata grillina Antonella Laricchia e Francesco Schittulli (fittiani, FdI e moderati di Area Popolare) intorno al 18%. Quest’ultimo si è aggiudicato il derby interno al centrodestra con Adriana Poli Bortone (Fi e Noi con Salvini) ferma attorno al 14,6 per cento. Forza Italia con il 10,8% ha superato però la lista di Fitto, al 9,3%. Emiliano ha annunciato che intende nominare Laricchia assessore. Ma dall’esponente Cinque Stelle è già arrivato un secco rifiuto. Il derby tra Schittulli (Fitto-Fdi) e Poli Bortone (Fi-Lega-Pli) va al primo (18% contro 14%). «Ho bisogno dell’aiuto del governo e di Renzi. Ho bisogno che Renzi si occupi della Puglia senza guardarla come una minaccia», ha dichiarato Emiliano dopo la vittoria. Nelle Marche, il candidato del centrosinistra Luca Ceriscioli vince con il 41,1% dei voti. Al secondo posto Gianni Maggi (M5s) col 21,8% seguito da Francesco Acquaroli (centrodestra) al 19. Soltanto al quarto posto Gian Mario Spacca, governatore uscente, eletto nel 2010 col Partito democratico e oggi di nuovo in corsa per il suo terzo mandato con l’appoggio di Forza Italia. A lui appena il 14,2% dei voti.

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Emidio

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