Noi possessori del caro e vecchio Samsung Galaxy S4 abbiamo aspettato a lungo questo momento, e finalmente il colosso coreano ha deciso di accontentarci, rilasciando anche in Italia il tanto atteso aggiornamento alla versione 5.0 di Android, in arte “Lollipop“. Venuto a conoscenza della disponibilità di tale update mi sono fiondato con tempestività nel pannello di impostazioni del mio dispositivo per aggiornare il tutto in fretta e furia… beh, non l’avessi mai fatto! Perché? Ci arriviamo con calma. Fortunatamente non disponevo di abbastanza spazio sulla memoria interna del mio dispositivo: l’unica soluzione era dunque quella di fare spazio, spostando qualche grosso file nella micro SD esterna. Per mia fortuna decisi di spostare su di essa la maggior parte delle immagini presenti in memoria. Bene, una volta liberato abbastanza spazio sul device mi accingo a scaricare e poi installare l’update. Il mio Galaxy entra in recovery mode, applica l’aggiornamento e si riavvia. Dopo l’ottimizzazione di circa 270 app per la nuova versione di Android, mi ritrovo presto all’interno del mio vecchio launcher, Nova, e finalmente Lollipop è installato sul mio dispositivo. Inizio ad aprire qualche app di sistema per osservare finalmente da vicino le varie novità apportate con l’approdo del Material Design: tra un processo e l’altro, però, noto che la batteria scende vertiginosamente, consumando una buona percentuale del 20% in circa dieci minuti (o poco più) di utilizzo. Contemporaneamente a ciò, il dispositivo inizia a surriscaldarsi come mai aveva fatto fin ora: se siete dei possessori di Galaxy S4 saprete bene quanto questo device sia soggetto a surriscaldamento, ma credetemi, la superficie del display scottava a tal punto da non potervi tenere un dito poggiato per più di una manciata di secondi. A questo punto mi insospettisco e penso che se c’è qualcosa che l’informatica insegna, in generale, è che dopo un aggiornamento, la macchina, di qualunque tipo essa sia, va riavviata. Di nuovo, non l’avessi mai fatto, perlomeno prima di mettere mano ai restanti file che rimanevano da salvare e che ahimè, sono andati perduti per sempre. Il vostro Galaxy continua a riavviarsi dopo l’update? Tranquilli, non è un caso isolatoDa qui in avanti, dopo il riavvio, sono infatti finito in un loop di riavvii infinito, durante il quale il dispositivo si accendeva normalmente, visualizzava la lockscreen dandomi la possibilità di sbloccare ed interagire con il dispositivo… per soli 5 secondi o giù di lì! Dopo questo lasso di tempo, infatti, tutto si ripeteva da capo: il dispositivo si riavviava e tornava sulla lockscreen, e così via, senza alcuna possibilità di mettere fine a questo fastidioso episodio. Gli innumerevoli tentativi di ripristinare una situazione normale, o perlomeno di accedere alle cartelle di sistema sono stati vani: Safe Mode, Recovery Mode con wipe della cache (Recovery stock, purtroppo) e rimozione della batteria non hanno per niente aiutato. Nemmeno il tentativo di accedere alle cartelle interne tramite un Toolkit, con il dispositivo in Download Mode (quella che si utilizza con Odin, per intenderci) ha dato i suoi frutti. Da qui in poi, infatti, l’unica soluzione, per me è stato il Factory Reset, con relativa perdita di ogni file salvato sullo storage interno. Mea culpa. Lo so, potevo pensarci prima. Eppure chi si aspettava che un aggiornamento ufficiale Samsung, tramite OTA (Over the Air) avrebbe manomesso lo smartphone a tal punto da renderlo inutilizzabile, fino a necessitare un reset completo? È anche vero che un reset di fabbrica è sempre consigliabile quando ci si ritrova davanti ad una major release, ma è anche vero che è compito di Samsung tutelare l’utente sotto questo punto di vista, a maggior ragione davanti ad una procedura guidata che finisce inesorabilmente in modo fallimentare. Ve lo immaginate l’utente medio che non essendo a conoscenza della possibilità di avviare il proprio Galaxy in recovery mode si ritrova davanti a questo intoppo? Dopo mesi e mesi di attesa, la superficialità con cui una multinazionale quale Samsung ha affrontato il rilascio del fatidico update è inammissibile. Il problema sembra essere causato dall’adozione di ART, la nuova runtime di AndroidIl problema alla base degli infiniti riavvii sembra trovare la propria causa nell’adozione, da parte di Android, di una soluzione proprietaria per quanto riguarda la runtime: ART (Android RunTime). Questa, a differenza della vecchia Dalvik, che usava compilare i codici delle varie app nel momento stesso in cui esse venivano eseguite dall’utente, svolge lo stesso procedimento decidendo però di pre-compilare il tutto durante l’installazione del software, causando un maggiore impiego in termini di spazio d’archiviazione, ma garantendo vantaggi tra cui una maggiore reattività dell’intero comparto app. Pare dunque che un’ipotesi sull’origine dei vari malfunzionamenti riscontrati da molti sia da ricondurre proprio al passaggio da Dalvik ad ART, che sembra aver causato non pochi guai ai poveri possessori del caro e vecchio Samsung Galaxy S4, soprattutto in quei casi dove i terminali sottoposti all’aggiornamento figuravano uno storage interno saturo di applicazioni precedentemente compilate con la vecchia tecnologia e “forzate” a passare ai nuovi standard. In questi casi c’è solo una cosa da tenere a mente: quando il cambiamento è così sostanziale, un’installazione pulita è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. State notando malfunzionamenti vari, dopo l’aggiornamento? L’unica soluzione percorribile è quella di un’installazione pulitaNel caso dunque steste fronteggiando simili malfunzionamenti quali surriscaldamento o autonomia della batteria anomali, il mio consiglio è quello di effettuare un backup completo, se ne avete modo, e procedere ad un reset di fabbrica. Ora, i casi, sono due: nel caso vi trovaste davanti allo stesso problema descritto dal sottoscritto, ovvero quello relativo ai riavvii continui, c’è solo un modo per uscirne, ovvero quello di effettuare un factory reset direttamente dalla modalità recovery del dispositivo. Non siete pratici verso questi tipi di procedure? Fidatevi, è più facile a farsi che a dirsi. Innanzitutto, per accedere alla Recovery Mode, dovete spegnere completamente il telefono. A questo punto bisognerà riaccenderlo tramite l’utilizzo di una particolare combinazione di tasti, in modo tale da essere catapultati nella modalità di cui necessitiamo: premiamo contemporaneamente i tasti “Volume Su”, “Home” e “Accensione” e teniamo premuto finché il nostro Galaxy ci mostrerà il classico logo Samsung, con una piccola scritta di colore blu posizionata in alto a sinistra dello schermo, recitante la frase “Entering Recovery Mode”. Dopo qualche secondo saremo finalmente dentro la nostra modalità di recupero: da qui spostiamoci tra le varie voci del menù tramite i tasti “Volume Su” e “Volume Giù”, fino a raggiungere la dicitura “Wipe data / Factory Reset“, e confermiamo tramite il tasto “Accensione”. Nella nuova finestra, spostiamoci tra le varie voci recitanti “No”, fino a raggiungere “Yes” e confermiamo nuovamente tramite il tasto “Accensione”. Tenete a mente che questa procedura cancellerà completamente il contenuto della vostra memoria interna (mentre lascerà quella sulla scheda micro SD intatta), riportando il telefono come nuovo, già aggiornato all’ultima versione Android 5.0 Lollipop. Procedete dunque al riavvio del terminale selezionando la voce “Reboot now“, e rieccovi all’interno della nuova Touchwiz aggiornata all’ultima versione del robottino. Nel caso invece siate tra i fortunati che non hanno visto il proprio Galaxy finire in un interminabile ciclo di riavvii, ma quest’ultimo sembra manifestare qualche incertezza, il mio consiglio rimane comunque quello di effettuare un backup per poi procedere ad un’installazione pulita della nuova release Android, effettuando anche in questo caso un reset di fabbrica, ma in maniera decisamente più celere e semplice, ovvero tramite il menù delle impostazioni dello stesso device. Per fare ciò vi basta infatti accedere al menù delle impostazioni del vostro Galaxy S4, spostarvi sulla scheda “Account”, scorrere in basso fino a trovare la voce “Backup e ripristino“. All’interno di questa fate tap sulla voce “Ripristina dati di fabbrica” per avviare lo stesso procedimento di reset del dispositivo. Grazie a ciò, con tutta probabilità, risolverete i vari problemi da voi riscontrati dopo l’update. Ho effettuato personalmente tale procedura sul mio terminale, e tutto è tornato alla normalità, presentando anzi numerosi fattori positivi che, se non fosse stato per i fastidiosi imprevisti a cui sono andato incontro durante l’installazione dell’aggiornamento, mi avrebbero sicuramente fatto apprezzare di più la scottante novità. Per quanto infatti questo update mi abbia fatto dannare per un’intera giornata, devo ammettere che una volta sistemati i vari imprevisti trovati lungo la strada per arrivare a Lollipop sono stato finalmente felice di vedere il mio Samsung Galaxy S4 totalmente restaurato e pronto a rilanciarsi, a distanza di ben due anni dal proprio debutto, nel vasto panorama degli smartphone, anch’esso giunto finalmente agli ultimi standard dettati da Google. Lollipop – com’è giusto che sia – porta con sé cambiamenti sostanziali nell’interfaccia grafica del dispositivo, introducendo il tanto acclamato e colorato Material Design, lasciando ai nostri ricordi la scura ed obsoleta interfaccia tipica di Jelly Bean e KitKat che, diciamocelo, aveva iniziato a stancare. Ho sicuramente apprezzato come ogni singolo affranto dell’UI sia stata ridisegnata e non semplicemente riadattata come accadde al tempo, durante l’aggiornamento verso KitKat. Parlando da possessore, per quanto Samsung Galaxy S4 abbia svolto egregiamente il proprio lavoro in questi ultimi anni, rivelandosi sempre e comunque all’altezza dei vari compiti ad esso impartiti, c’è da ammettere che la mancanza d’aggiornamenti – e quindi di supporto diretto, insieme alla lontananza dalle ultime tendenze portate avanti dal sistema operativo di Mountain View, in un modo o nell’altro, stavano iniziando ad incidere su quel dispositivo che ancora tanto aveva da dire e che continuando così, con il tempo, si sarebbe rivelato presto obsoleto. L’unica certezza, fortunatamente, era che a questo punto, prima o poi, sarebbe arrivato anche in Italia il fatidico aggiornamento e così è stato, seppure in grave ritardo, dopo mesi di attesa – mesi, che come sappiamo, non hanno fatto in modo che l’update andasse per il verso giusto su gran parte dei terminali coinvolti. Chiusa questa parentesi c’è da constatare quanto la mossa di Samsung di decidere di tenere ancora in vita un terminale vecchio ormai di due anni sia stata alquanto curiosa, visto e considerato quanto l’azienda avrebbe potuto benissimo optare per il totale abbandono, senza crearsi problema alcuno. Sarebbe però stato un peccato, e qualcuno, nell’headquarter del colosso sud-coreano avrà pensato la stessa cosa: Samsung Galaxy S4 si rivela tutt’ora uno smartphone con la “S” maiuscola, a maggior ragione dopo questa seconda vita che Lollipop sembra avergli finalmente donato. Come avrà inciso, quindi, l’introduzione di Lollipop all’interno del “vecchio” hardware di Samsung Galaxy S4? In questi primi giorni d’utilizzo, con a bordo la nuova versione del sistema operativo – dopo la dovuta installazione pulita – posso finalmente dirmi soddisfatto dal lavoro effettuato da Samsung. Al costo di un leggero incremento del quantitativo di memoria occupato dal sistema operativo sulla RAM e dell’aumento generale dei pacchetti delle varie app installate, il sistema in sé si rivela essere all’altezza delle precedenti versioni, mostrando animazioni fluide e “morbide, accompagnate da una buona reattività generale durante l’apertura delle app, con un palese miglioramento in quei casi che vedono coinvolte la maggior parte delle applicazioni di sistema, quali “Telefono” o “Rubrica”. Parliamo della “maggior parte” proprio perché, anche in questo caso, non c’è stato nulla da fare per la Galleria, che da Jelly Bean a Lollipop non ha mai brillato in quanto a celerità durante il lancio dell’app. L’unica animazione che non sembra godere della massima fluidità la troviamo tenendo premuto il pulsante “Home” e accedendo al task manager: qui, scorrendo tra le varie schede, potremo notare qualche accenno di lag. Si tratta ad ogni modo di un piccolo neo, di sicuro tralasciabile, che va però a cozzare con il resto del lavoro, egregiamente svolto. Non può di certo mancare un piccolo appunto sulla batteria. Dopo un iniziale drain come pochi se n’erano visti fin ora, manifestato dal dispositivo prima di effettuare il reset di fabbrica, sembra che la situazione sia finalmente tornata alla normalità. Google, in tal senso, fin dalle prime indiscrezioni su Android L, aveva assicurato che la nuova versione del robottino avrebbe portato con sé notevoli incrementi dal punto di vista dell’autonomia. Come sono andate poi realmente le cose? Gli incrementi ci sono stati, ma sono stati notevoli quasi solo esclusivamente sui vari Nexus, manifestandosi in proporzioni pressoché irrisorie sul restante catalogo dei terminali OEM. Così è stato anche per il mio Samsung Galaxy S4, che nei pochi giorni di test dell’era post-Lollipop non mi ha dato modo di notare alcunché, sotto questo punto di vista. Tirando le somme, seppure le vicissitudini per portare finalmente Lollipop su Samsung Galaxy S4 siano state molte e abbiano causato non pochi problemi, voglio focalizzarmi sugli aspetti positivi apportati dall’aggiornamento su questo signor dispositivo, che dopo due anni dalla propria introduzione sul mercato si dimostra ancora in grado di dire la sua, senza invidiare nulla di troppo essenziale agli attuali top di gamma che popolano gli scaffali. Lollipop rappresenta dunque il trampolino di lancio per far sì che questa epopea rimanga tale.

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Emidio

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