E’ un intervento considerato ormai di routine e a basso rischio quello che dovrà affrontare Silvio Berlusconi. Dopo gli accertamenti che hanno reso possibile la diagnosi di insufficienza aortica di grado severo, ora lo aspetta la sala operatoria: “L’unico modo per correggere questa patologia – ha annunciato il medico di Berlusconi, Alberto Zangrillo – è la sostituzione della valvola aortica, un intervento di cardiochirurgia convenzionale, che comporta circolazione extracorporea, approccio diretto al cuore e la sostituzione della valvola con una di tipo biologico”. La necessità dell’intervento di cardiochirurgia è legata al disturbo della valvola aortica che mette in comunicazione il ventricolo sinistro con l’aorta, cioè l’arteria che porta il sangue a tutto l’organismo: “All’origine dell’aorta c’è una valvola formata da tre sportelletti che assomigliano a delle palpebre che si aprono e chiudono sincronicamente con il battito del cuore – spiega Massimo Massetti, cardiochirurgo e direttore dell’Area cardiovascolare del Policlinico Agostino Gemelli di Roma – . Quando il cuore si contrae, gli sportelletti si aprono lasciando passare il sangue, quando il cuore si rilassa gli sportelletti si chiudono in modo che il sangue non torni indietro”. Proprio in conseguenza di questo “disturbo” gli sportelletti possono essere danneggiati ed allora durante la diastole (cioè il rilassamento del muscolo cardiaco) non chiudono e lasciano tornare indietro il sangue. “Si parla in questi casi di insufficienza aortica, una patologia che costringe il cuore a fare un doppio lavoro perché quando ha spinto il sangue in avanti, gli ritorna indietro come una sorta di reflusso e perciò si ingrossa. Non solo, c’è anche una perdita di potenza, come una macchina che perde cavalli” spiega il cardiochirurgo. Ed ecco che sopraggiunge lo scompenso cardiaco con il quale è stato ricoverato Berlusconi. L’unica cosa da fare in questi casi è cambiare la valvola aortica con un intervento a cuore aperto: “Si apre lo sterno esponendo il cuore e connettendo la circolazione extracorporea, cioè una macchina che sostituisce sia cuore che polmoni; così si può fermare il cuore, metterlo in sicurezza e aprire l’aorta – spiega Massetti – . A questo punto si tolgono i tre sportelletti e si sostituiscono con una protesi che nel caso di Berlusconi sarà certamente biologica, cioè realizzata con tessuti di origine animale”. Rispetto a quelle meccaniche che sono costituite da due dischi, le protesi biologiche hanno dei vantaggi: non necessitano di trattamento anti-coagulante e hanno una durata maggiore. Una volta suturata la valvola, viene richiusa l’aorta, si fa ripartire il cuore, si stacca la macchina che ne ha sostituito le funzioni e si chiude il torace. “L’intervento – spiega Massetti –  dura un paio di ore, ma è necessaria una preparazione sia prima che dopo perciò è presumibile che Berlusconi entrerà in sala operatoria alle 8 e ne uscirà alle 12”. Il medico di Berlusconi lo ha definito un “intervento di cardiochirurgia convenzionale”. Ma quanti rischi comporta un’operazione a cuore aperto? “Si tratta di un intervento abbastanza semplice e di routine con un rischio che si aggira sul 2% – chiarisce il cardiochirurgo – ma molto dipende dall’età del paziente e dalla presenza di altre patologie”. I tempi di recupero non sono lunghissimi: “E’ molto probabile che resterà in ospedale almeno per una settimana: subito dopo l’intervento starà un giorno in terapia intensiva e poi per altri 4-5 in reparto per la ripresa delle condizioni normali”. E il ritorno attivo alla politica? “Avrà bisogno di un  periodo di almeno un paio di settimane di riabilitazione – conclude Massetti – , ma sicuramente questa scelta gli consentirà di tornare ad avere una vita normale, di riprendere a viaggiare e anche a fare politica ma rispettando i tempi che il suo stesso organismo gli suggerirà”.

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Emidio

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