Il castello di Arco si può localizzare nella Valle del Sarca, accanto all’omonimo paese, nella provincia di Trento. Si trova a precipizio su uno scoglio roccioso. È un castello molto bello ed è stato tutt’oggi parzialmente ristrutturato. Anche una parte di esso è visitabile dai curiosi o amanti del genere. La storia che si nasconde dietro alle vicende del Castello di Arco riguarda le passate gesta dei signori del luogo che al tempo che fu governavano su queste terre. Gli spettri di signorotti violenti e sanguinari si accompagnano alla leggenda di tesori nascosti, nelle segrete e nei cunicoli sotterranei del Castello. La parte che però colpisce di più è la diceria popolare tramandata riguardo alla struttura stessa del vecchio maniero. Infatti la struttura del castello ha una particolarità significativa e degna di nota. Avrebbe 365 finestre, tanti quanti i giorni dell’anno, e 100 stanze. Il numero assume spesso un valore e un simbolo nei vari racconti legati al mistero e ai fenomeni paranormali. Se poi si parla di strutture architettoniche, queste dimensioni alquanto insolite vengono associate ad interventi soprannaturali. Infatti sono tanti, in Italia, ponti, campanili e bastioni che si dicono costruiti dal Diavolo stesso, di persona, in una notte sola. Atrocità e tragedie furono compiute all’interno del castello. Per esempio nel 1266 un certo Ripando fu avvelenato. Nel 1447 la fortezza venne trasformata in un deposito d’oro e un secolo dopo un certo Ottavio Avogadro, brigante veneziano, si impossessò del castello riuscendo ad accumulare ricchezze come mai nessun’altro.

Le ricchezze erano frutto malvagio delle sue scorribande e atrocità. Un giorno però la popolazione del posto non ne poté più di tale malvagità e si ribellò al suo dominio dispotico. Venne preso, imprigionato e, dopo un processo burla, giustiziato. È forse la struttura particolare che suscita in chi ci vive la voglia e la fame di sangue? Chissà …
Ma la nostra attenzione si sofferma su Antonio d’Arco, uno dei tanti signori dell’omonimo castello. Esso commise moltissime atrocità e cattiverie. Fu per questo che anche lui fu ucciso. Tutto questo accadde nel 1389. Non si conosce precisamente la storia di tale signorotto, ma si sa che commise molte scorribande che ne causarono la morte. Per chi ha avuto il privilegio di vedere il castello e grazie ad alcune testimonianze di gente del posto si dice che all’interno dei locali del castello si aggiri proprio il fantasma del fu Antonio d’Arco, in cerca di pace da una morte che dal canto suo è stata ingiusta. La storia del castello è variegata e, lo stesso, è stato proprietà di vari signori e famiglie.

In tempi recenti, nel 1927, la contessa Giovanna d’Arco, marchesa di Bagno, acquistò il castello e ne divenne unica proprietaria. Circa 52 anni dopo, nel 1982, il comune di Arco prese il castello e altri beni della Fondazione d’Arco in Mantova. Nel 1986 il Servizio Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento avviò radicali lavori di restauro consolidando le torri principali e facendo rivenire alla luce un degnissimo ciclo di affreschi del XIV secolo che raffigurano scene di corte. Esse si riferiscono a dame e cavalieri i quali giocano a scacchi, l’uccisione del drago da parte di San Giorgio, l’investitura di un cavaliere e una dama che intreccia ghirlande di rose. La storia e la bellezza del castello inducono i più curiosi e gli amanti del genere a fare una visitina al castello. E voi??? Sarete così coraggiosi da affrontare il fantasma di un vecchio signorotto sanguinario desideroso di vendetta per la sua “ingiusta” morte?
A voi la scelta.