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Furbetti del badge a Foggia: timbravano a turno per gli assenti

Un solo dipendente timbrava fino a 10 badge così da far risultare tutti presenti quando invece erano assenti. È successo a Foggia. I carabinieri del comando provinciale di Foggia hanno interrotto questo sistema ben oliato eseguendo un ordinativo per arresti domiciliari a 20 dipendenti del Comune. 13 di essi sono agli arresti domiciliari e 7 interdetti dai pubblici uffici. Tra essi figura anche un dirigente del Comune.

IL gip del tribunale di Foggia ha emesso tali ordinanze su richiesta della procura al termine delle indagini dei militari dell’Arma svolta nei primi mesi del 2015 allo scopo di contrastare questo fenomeno in largo aumento (quello dell’assenteismo) negli uffici comunali di Foggia.

Dall’inchiesta è emerso che, a turno, ogni indagato si premurava di timbrare per gli assenti la loro presenza, arrivando alla straordinaria cifra di 10 alla volta. I dettagli verranno svelati in mattinata in una conferenza stampa nell’ufficio dei carabinieri del comando provinciale di Foggia.

Nell’ottobre del 2015 vi era stata una simile vicenda nel comune di Sanremo, quando una maxi operazione della Guardia di Finanza condotta su richiesta della locale procura ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 195 persone. Le varie accuse sono di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e falso in atto pubblico in relazione a casi di assenteismo e indebito utilizzo del cartellino identificativo.

 

Assenteismo al Comune di Sanremo, timbravano il cartellino e tornavano a casa, blitz della Guardia di Finanza, 43 arresti

E’ un malcostume ormai diffuso quello dell’assenteismo ingiustificato, o spesso ‘fraudolento’ nel settore dell’impiego pubblico. Questa volta è toccato al personale del Comune di Sanremo entrare nel mirino della giustizia, con i 43 provvedimenti di custodia cautelare emessi dal tribunale di Imperia, per altrettanti funzionari e dipendenti, armati solo della volontà di timbrare il cartellino, ma non di quella di volere espletare le proprie mansioni per le quali venivano retribuiti. Ad eseguire le ordinanze sono stati i finanzieri della compagnia locale,  che oltre ad eseguire le ordinanze di custodia hanno anche provveduto a notificare gli atti di denuncia per altri  indagati (complessivamente 200), a piede libero. L’accusa per gli arrestati è quella di truffa ai danni dello Stato, uso indebito del cartellino e assenteismo ingiustificato. Tra gli indagati, secondo quanto riportato dal secolo XIX ci sarebbero anche funzionari del comune oltre che i semplici dipendenti. L’inchiesta è coordinata dal Gip,  Maria Paola Marrali, mentre l’inchiesta sembra avere origine da una segnalazione, avvenuta due anni fa, da parte di Maurizio Zoccarato, allora sindaco della ‘città dei fiori’ che ospita il più popolare festival della canzone italiana. I militari coinvolti nell’operazione sarebbero diverse decine, che hanno proceduto anche ad acquisire documentazioni a supporto delle accuse, mediante perquisizioni domiciliari presso le abitazioni degli stessi indagati. Ma le grane legate all’assenteismo nel settore del pubblico impiego, ormai sembrano essere diventate quotidiane. Nella mattinata di giovedi, si apprende che il commissario prefettizio del comune di Battipaglia, avrebbe fatto chiudere i portoni di ingresso per verificare le presenze dei funzionari e dei dipendenti presso gli uffici assegnati. Una sorta di bliz antiassenteismo per stanare i soliti ‘furbetti’ del cartellino. Proprio la scorsa settimana, la Procura di Caltanissetta aveva chiesto il rinvio a giudizio per 44 dipendenti accusati di assenteismo, facenti parte dell’Ufficio Tecnico e della Polizia Municipale. Anche in questo caso, per alcuni, l’accusa è di truffa per avere ‘usato’ impropriamente il cartellino.