La prima roccia spaziale individuata nel 2014 non ha fatto in tempo a riempire la nostra immaginazione che dopo appena 24 ore dalla sua scoperta si è infranta a contatto con l’atmosfera. 2014 AA è esploso il 2 gennaio alle 6.00 ora italiana, sull’Oceano Atlantico, probabilmente al largo delle coste dell’Africa occidentale. Come riporta il Minor Planet Center il corpo roccioso di circa 5 metri di diametro, si è disintegrato senza creare alcun danno, non riuscendo a sopravvivere all’impatto con l’atmosfera terrestre. 2014 AA è solo il secondo corpo celeste che gli astronomi sono riusciti a rintracciare prima che precipitasse sulla Terra. Il primo in assoluto fu 2008 TC3, scoperto il 6 Ottobre 2008 circa 20 ore prima che diventasse una palla di fuoco sopra il Sudan. La notizia della scoperta di 2008 TC3 si diffuse rapidamente, consentendo agli osservatori di monitorare e prevedere quando e dove avrebbe colpito l’atmosfera. Grazie a tale precisione, un team dell’Università di Khartoum, in Sudan, è stato in grado di recuperare i frammenti che hanno raggiunto il suolo. Gli astronomi non sono stati così fortunati con 2014 AA. Come con 2008 TC3 , il nuovo asteroide è stato scoperto con un telescopio dell’Università di Mount Lemmon Survey dell’Arizona. L’indagine rileva automaticamente gli oggetti in movimento e calcola le orbite preliminari, e quindi invia i dati ad una rete di astronomi per le osservazioni di follow-up. Ma il periodo di arrivo di 2014 AA in concomitanza con le feste ha fatto passare il suo arrivo quasi inosservato. Con solo 90 minuti di osservazioni automatiche registrate, gli astronomi hanno potuto prevedere approssimativamente la traiettoria e il luogo dell’impatto. Oggetti delle dimensioni di 2014 AA colpiscono la Terra quasi ogni mese, ma sono troppo piccoli per costituire una minaccia per il pianeta. Ma inseguimento loro movimenti attraverso l’atmosfera potrebbe aiutare gli astronomi a recuperare i frammenti che sopravvivono. Anche se 2014 AA è probabilmente perso nell’Oceano Atlantico, imparando a seguire gli altri si potrebbero avere grandi profitti per la scienza. Il suo repentino avvicinamento e la sua rapida precipitazione sono da monito per ricordarci che anche lo Spazio vicino alla Terra è un posto affollato. Oltre alle missioni per il futuro, la NASA ha un programma chiamato Spaceguard per scoprire e individuare asteroidi, comete e tutti igli oggetti spaziali potenzialmente pericolosi per la Terra.