L’attività esplosiva e le emissioni di cenere del cratere “Voragine” sulla sommità dell’Etna avvenuta nella notte del 3 dicembre 2015. Nella cosiddetta “tempesta sporca” generata dall’esplosione si formano fulmini all’interno della nube di cenere.

E’ tornato pienamente operativo domenica mattina l’aeroporto Fontanarossa di Catania. In assenza di cenere vulcanica, che nelle scorse 48 ore ha causato limitazioni ai voli in partenza e in arrivo, l’unità di crisi e le autorità hanno stabilito la completa riapertura dei settori di volo. Quella in corso sull’Etna è un’attività stromboliana che ha dato di nuovo vita a una fontana di lava dal cratere «Voragine», iniziata intorno alle 16 di sabato dopo un aumento del tremore. È la terza in due giorni. La situazione sul vulcano viene costantemente monitorata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania. L’attività è accompagnata da emissione di cenere spinta verso nord dal vento debole. Non solo difficoltà al traffico aereo, la cenere lavica emessa dall’Etna in eruzione è caduta copiosa sulle piante di agrumi nella piana di Rosarno-Gioia Tauro, compromettendo la raccolta dei pregiati frutti. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti che chiede di avviare gli accertamenti per il riconoscimento della calamità naturale. Dai primi sopralluoghi svolti dai tecnici e imprenditori della Coldiretti «la cenere ha creato due tipologie di problemi: su una buona parte degli agrumi ha bloccato il processo di maturazione, mentre su altri sono stati bruciati i frutti già maturi e presentano delle macchie nere che, pur non inficiandone la bontà e la qualità, inducono i consumatori a non acquistare, con un indubbio riflesso negativo sul mercato». «E’ evidente – conclude la Coldiretti – che tale situazione, sta creando anche problemi di competitività agli agrumi, che rappresentano uno dei beni economici più importanti del territorio». La Coldiretti, inoltre, ricorda che l’infausto evento calamitoso, «non è assicurabile e quindi è necessario predisporre tutti gli atti idonei, affinché, possa essere riconosciuta la calamità».