Quattro bambini che indossano una tuta e con l’indice di una mano rivolto al cielo in atteggiamento che simboleggia l’esaltazione del martirio, sono ritratti in una foto agli atti dell’inchiesta che oggi ha portato all’operazione Digos-Ros anti-terrorismo in Lombardia. I bambini sono i tre figli di una coppia di Bulciago (Lecco) che ora risulta essere nel Califfato. Il quarto è il figlio di Oussama Khachia, operaio 30enne che sarebbe morto in Siria, dopo essersi unito all’Isis.

Ci sono anche Alice Brignoli, italiana di 39 anni, che ha cambiato il nome in Aisha dopo la conversione all’Islam, e il marito 31enne Mohamed Koraichi, nato in Marocco, tra i sei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare. Il caso della coppia, che risiedeva a Bulciago (Lecco), sparita dal febbraio 2015 assieme ai figli e che si sospetta abbia raggiunto i territori siriano-iracheni per unirsi alle milizie dell’Isis, era già emerso nelle scorse settimane. I due sono tuttora latitanti. Tra gli arrestati nell’operazione, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dai pm Enrico Pavone e Francesco Cajani, c’è un’altra coppia di presunti estremisti islamici che voleva partire da Lecco per unirsi alla jihad, Abderrahim Moutaharrik  (pugile, arrestato a Lecco) e sua moglie Bencharki Salma. Arrestata anche la sorella di Koraichi.

Destinatario della misura restrittiva per il reato di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale è anche Abderrahmane Khachia, marocchino di 23 anni, residente in provincia di Varese. Il ragazzo è fratello di Oussama Khachia, operaio 30enne che sarebbe morto in Siria, dopo essersi unito al Califfato. Khachia, che era cresciuto a Brunello, in provincia di Varese, fu espulso dall’Italia il 28 gennaio 2015 per alcuni post su Facebook a favore dell’Isis. In seguito fu allontanato anche dalla Svizzera e infine avrebbe raggiunto la Siria dove sarebbe morto.

Dalle zone di guerra siriano-irachene sarebbe arrivata “la richiesta di effettuare attentati sul territorio italiano, una indicazione non generica ma specifica che ci risulta da messaggi che abbiamo intercettato”: Lo ha spiegato il procuratore nella conferenza stampa. Moutaharrik  “è uno sportivo di qualità, un pugile di kickboxing di alto livello in Italia e all’estero”. Sarebbe stato lui, hanno spiegato gli inquirenti, a ricevere la richiesta di compiere attentati in Italia da parte di un connazionale che era residente a Bulciago e che più di un anno fa è andato con la moglie e i tre figli nelle zone di guerra.

L’operazione, coordinata dalla Procura distrettuale di Milano d’intesa con la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, è cominciata all’ alba in diverse province della Lombardia e del Piemonte, ed è stata condotta congiuntamente dalle Digos di Lecco, Varese, Milano – supportate dal Servizio Centrale Antiterrorismo della Dcpp/Ucigos – e dal Ros dei Carabinieri, coadiuvato dai Comandi dell’Arma territoriali.

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Emidio

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