Samsung Apple e Google hanno già presentato smartphone, tablet e computer per la stagione natalizia. Mancava solo Microsoft, e così martedì 6 ottobre il Ceo Satya Nadella lancerà una serie di prodotti e insieme un sogno: più che i nuovi Lumia o la versione riveduta e corretta del Surface, quello che è importante infatti è che a New York si chiuderà il cerchio di Windows 10. Il nuovo sistema operativo di Redmond, dopo i pc, arriverà sugli smartphone, realizzando finalmente la promessa di un software per tutte le piattaforma hardware.  Qui vale la pena di notare che per Microsoft la relazione tra hardware e software è assai più stretta che per Google. Se i nuovi Nexus appena presentati sono il paradigma di Android, e una sorta di modello cui ispirarsi per gli altri costruttori, i Lumia sono invece prodotti veri, che devono confrontarsi con i concorrenti e vendere in quantità tali da giustificare la presenza di Microsoft nel mercato degli smartphone. Da un punto di vista statistico è una battaglia portata avanti più per immagine e per puntiglio che per convenienza: nel secondo trimestre del 2015, Windows Phone è arrivato a stento al 2,6 per cento del mercato contro l’82,8 di Android e il 13,9 di Apple (Dati Idc). Ha guadagnato lo 0,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma perso quasi un punto se confrontata con il 2013. E soprattutto, dopo l’acquisizione di Nokia, ha puntato perlopiù su apparecchi di fascia media e bassa, che aiutano a i numeri ma riducono ulteriormente i margini di guadagno già ridotti su ogni esemplare venduto. Eppure i nuovi Lumia hanno un senso, a quanto anticipano i rumors, per almeno due motivi: da un lato fanno tesoro della lunga esperienza di Nokia in campo fotografico, e sulla carta potranno competere con i migliori della classe, da Sony a Samsung ad Apple. Dall’altro, grazie a un dock e alla funzione Continuum di Windows 10, sarà possibile collegarli a mouse, tastiera e monitor per usarli come un computer. Le app e l’interfaccia si adatteranno alla diversa modalità di uso, e dovrebbe esserci anche Windows Hello, la funzione che permette di sbloccare l’apparecchio con il riconoscimento facciale, senza password e impronta digitale: così di fatto, i nuovi Lumia, più che smartphone, sarebbero dei pc in forma di telefono. In più il Lumia 950 XL, il modello maggiore, dovrebbe avere anche un pennino opzionale, ponendosi quindi in diretta concorrenza con il Galaxy Note 5 di Samsung. Il Surface è invece un esempio di come a volte insistere paga: dopo una disastrosa prima versione, una seconda generazione con ampi miglioramenti, la terza – quella attuale – ha riscontrato un certo successo. Tanto che un po’ tutti i produttori hanno copiato l’idea dell’ibrido tablet-computer, non solo in ambito Windows (Lenovo), ma pure Apple con l’iPad Pro e Google con il recentissimo Pixel C. Il Surface Pro 4 non dovrebbe essere esteriormente troppo diverso dal modello attuale, ma potrebbe avere un display a maggior definizione e un pennino più preciso, oltre agli inevitabili aggiornamenti nel processore. Si parla anche di un secondo modello, con schermo più grande, forse 14 pollici, e più simile a un computer portatile, sia nella potenza che nella capienza dell’hard disk. Per entrambi è facile prevedere una fotocamera frontale compatibile con Windows Hello. A parte qualche accessorio, come le cover per smartphone ispirate a quelle di Samsung e Lg, con un’apertura per mostrare le funzioni essenziali anche quando l’apparecchio non è in uso, Microsoft potrebbe presentare delle nuove Type Cover per Surface, con novità al design della tastiera. È attesa anche la nuova versione del braccialetto smart Microsoft Band, che non si può finora definire un successo di vendite o di critica. Se non altro aveva il vantaggio di essere compatibile con tutti gli smartphone, una caratteristica che però oggi si ritrova su diversi modelli e anche su tutti gli smartwatch Android Wear. Sarà quindi ancora più difficile per Nadella sfondare nel settore della tecnologia da indossare, a meno di inventarsi una funzione davvero nuova. Non come l’ultimo aggiornamento del Band, che permetteva di tracciare l’attività fisica sul campo da golf.

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Emidio

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