Vacanze italiane con delitto, luna di miele con assassinio finale. Sta emergendo una storia terribile dietro la morte di una donna coreana, caduta dalla finestra di un hotel di Cardano al Campo, nei pressi dell’aeroporto di Malpensa. Innanzitutto c’è qualcuno che ha visto e sentito: l’uomo l’ha spinta fuori dalla finestra dell’albergo. Per i testimoni, voleva ucciderla. È la convinzione che si sono fatti anche i carabinieri del reparto operativo di Varese, che da 48 ore indagano senza sosta sulla morte della donna 46enne della Corea del Sud, deceduta sul colpo la sera di mercoledì dopo un volo di otto metri circa iniziato dalla finestra del primo piano dell’hotel Ibis e terminato sull’asfalto del garage sottostante. Il grave trauma alla testa non le ha lasciato scampo. Il gip di Busto Arsizio ha convalidato il fermo di indiziato di delitto, che i pm D’Amico e Cardellicchio hanno deciso di emettere nei confronti del marito coreano, 51 anni. Ma le circostanze in cui è maturato il presunto delitto sono ancora più strane: l’uomo e la moglie di 46 anni erano in viaggio di nozze e si trovavano in Italia da diversi giorni. Si erano sposati da poco, avevano girato per alcune città d’arte italiane e non viaggiavano teoricamente in comitiva. Tuttavia, in Italia avevano prenotato una guida turistica, insieme a un gruppo di connazionali coreani. Gli investigatori hanno rintracciato la guida. L’uomo ha riferito agli inquirenti come i due coniugi avessero continuamente intervallato, con aspre litigate, la loro permanenza nel nostro Paese. I due erano stati visti anche da altre persone urlare e litigare. La vacanza doveva terminare il 18 maggio, ma i coreani hanno deciso di prolungare il soggiorno e hanno chiesto proprio alla guida di prenotare loro un albergo a poca distanza da Malpensa. Il motivo della proroga è ignoto, ma quello che è certo, secondo diversi testimoni, è invece il fatto che la sera di mercoledì, dopo essere usciti a fare un giro, i due coniugi siano tornati in albergo ubriachi. Le urla di una nuova forte litigata sono state udite distintamente da un gruppo di tre ragazze, a loro volta di nazionalità coreana, che quindi hanno potuto capire cosa si stessero dicendo i due. Una ragazza ha raccontato ai carabinieri di essersi affacciata alla finestra dopo aver sentito uno straziante grido di aiuto, intorno alle 22 e 30, e di aver notato che la donna era ormai aggrappata al davanzale e stava per cadere. La testimone, ascoltata in caserma, ha aggiunto di aver notato all’improvviso le braccia di un uomo che la spingevano per farla cadere. La 46enne è rovinata sul parcheggio sottostante, ha battuto la testa ed è morta sul colpo. Gli ospiti delle stanze confinanti, sentendo le urla, hanno chiamato la reception, fino a quando il personale dell’Ibis Hotel è arrivato in camera. All’interno hanno potuto notare molte bottiglie di birra, sparse dappertutto, e anche il marito che dormiva (o fingeva di dormire) a letto. Interrogato per diverse ore, l’uomo ha negato di esser stato lui a gettare la moglie giù dalla finestra: ha invece sostenuto che la donna era ubriaca e che avrebbe fatto tutto da sola.

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Emidio

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