Rivarolo nel Canavese è un piccolo comune italiano in provincia di Torino. Dal tredicesimo secolo vi erano insediati i conti di San Martino che per volere di Martino di San Martino, signore di Rivarolo e di Agliè e discendente del re Arduino, edificarono tra il 1333 e il 1336 il castello di Malgrà. Il castello rimase ai conti di San Martino sino alla metà del diciassettesimo secolo per poi essere soggetto a vari cambi di proprietà. Nel 1884 un noto architetto appassionato di memorie medievali, Alfredo D’Andrade, ristrutturò il castello che oggi è di proprietà del comune di Rivarolo Canavese. La denominazione “Malgrà” deriva (secondo la leggenda) dal fatto che il castello fu costruito “malgrado” l’opposizione dei Valperga antagonisti dei San Martino. Questa leggenda però riflette la realtà del periodo storico. In quel tempo infatti infuriavano le lotte tra le due famiglie rivali, una di parte guelfa (i Conti di San Martino) e l’altra di parte ghibellina (la famiglia Valperga).

In effetti lo stesso castello fu teatro di numerosi scontri tra le due famiglie, si ricorda l’episodio del 1339, in cui Rodolfo Givert, detto il Malerba, assoldato dai Valperga, mise sotto assedio Malgrà. I San Martino riuscirono a salvare il castello solo grazie all’intervento del principe D’Acaja, alleato dei Gonzaga di Mantova. Pochi anni dopo però, nel 1343, Giovanni II marchese di Monferrato, alleato dei Valperga, espugnò il castello e lo conquistò. A quel punto Giovanni Visconti costrinse il marchese di Monferrato a cedere il castello ai Savoia, i quali lo restituirono ai San Martino dopo l’atto di sottomissione. Nel 1532 si verificò un altro evento importante per le vicende storiche del castello. Gli abitanti di Rivarolo si rivolsero a Carlo III, Duca di Savoia, poiché esasperati dai soprusi perpetrati dai San Martino. Il Duca dopo aver messo sotto assedio il castello lo conquistò uccidendo tutti gli occupanti. Solo coloro che si erano rifugiati all’interno della torre riuscirono a salvarsi dalla furia delle truppe sabaude, riuscendo a fuggire attraverso i passaggi sotterranei che portavano al fiume. Nel 1626 l’ultimo discendente dei San Martino, Lodovico Pievano di Pont, diede il feudo al cav. Carlo Gria. Da questo momento il castello divenne proprietà dei Cortina, poi dei Francesetti ed infine dei Robilant. Le contesse Robilant, tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, utilizzarono il castello come dimora estiva. Il Castello di Malgrà venne acquistato nel 1982 dal Comune. Questi sono alcuni cenni storici riguardanti questo bellissimo castello piemontese, ma non è solo la sua storia e la sua bellezza che fa di questo castello una meta turistica importante. C’è da aggiungere una nota di colore che spinge i piu curiosi a visitare questa fortezza. Molte persone infatti hanno riferito di aver udito tra le mura dell’edificio urla di angoscia, rumori, cigolii e passi furtivi. In effetti sembrerebbe che all’interno del castello di Rivarolo Canavese, detto di “Malgrà”, vaghi senza pace il fantasma di una giovane donna, rimasta vittima di un complotto ordito dal marito che la fece assassinare. Lo stesso marito riferì di vedere lo spettro della moglie che gli mostrava la gola squarciata e, preso dalla disperazione e dal rimorso, alla fine si suicidò.

Tanti visitatori affermano di aver visto l’anima dell’assassinata aggirarsi di notte nei dintorni del castello vestita con un vistoso taglio alla gola, gli abiti insanguinati e con gli occhi sbarrati. E’ proprio cosi che si presenterebbe a chi la va a trovare il fantasma di questa giovane moglie tradita a morte dal suo congiunto. L’anima in pena passeggerebbe tra i vialetti del castello senza sosta per poi svanire alle prime luci dell’alba. Noi non siamo riusciti a trovare altre notizie riguardanti la storia e il triste destino di questa donna, non conosciamo il suo nome, quello del marito e il contesto storico in cui avvenne il fatto. Ci fidiamo delle tante testimonianze delle persone che hanno fatto visita al castello, ma dobbiamo anche aggiungere che il C.I.O. il Centro Investigazione Occulte, nel 2010, dopo aver chiesto il permesso al sindaco di Rivarolo, ha effettuato un sopralluogo che non ha potuto nemmeno avvalorare le sensazioni di un sensitivo. Potete documentarvi sul sopralluogo cliccando QUI. Insomma sembra che per la scienza non ci sia nessun fantasma ma noi siamo certi che tra le mura di quel castello si aggiri una presenza che testimonia un atroce delitto e vi invitiamo tutti a farle visita.

 

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Emidio

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