Oggi vi parlerò di un “castello” stregato fuori dalla nostra amata Italia. Mi ha colpito la storia di questa dimora e volevo condividere anche con voi questa vicenda. Innanzitutto Winchester House è una grandissima magione sita in California, a San Jose, in stile vittoriano che ospitò per molti anni Sarah Pardee Winchester, vedova dell’industriale e ricchissimo armiere William Wirt Winchester. Cos’è una magione? La magione è una residenza enorme. Il termine “maison” (casa in francese), tramite la lingua d’oil, chiama la sua origine dal latino mansiō che letteralmente significa “rimanere”, “stare”. Nell’impero romano una mansio era un’ufficiale area di sosta presso una strada consolare o via, dove si trovava una villa che ospitava dignitari e alti ufficiali in viaggio nelle varie province. Fu costruita nel 1884 e da lì iniziò il “calvario” dell’ampliamento di questa villa che durò 38 anni, fino al 1922. Oggi è un’attrazione turistica, meglio nota come Winchester Mystery House, ed è nelle liste dei beni culturali sia californiani che statunitensi. Iniziamo a raccontare la storia di Sarah Winchester. Essa nacque in Connecticut nel 1839. Era conosciuta come “la bella di New Haven” e crebbe tra gli agi; era molto popolare per la sua vivacità e intelligenza, suonava magnificamente il pianoforte e parlava ben 4 lingue! Il 30/9/1862 si sposò con l’erede della nota fabbrica d’armi Winchester. Quello era un periodo particolarmente redditizio per gli affari in quanto la Guerra Civile era in pieno corso e le vendite andavano per la maggiore. 4 anni dopo il matrimonio, Sarah diede alla luce una bimba, l’unica figlia che ebbe, che però contrasse il marasma infantile (malattia che causa una carenza di proteine e riduce il peso corporeo anche dell’80%). La piccina morì poco dopo la sua nascita, nel 1866. Dopo qualche anno, nel 1881, anche il marito William mancò e fu sepolto per tubercolosi (c’è chi sostiene per una polmonite). Evidentemente affranta, depressa e provata dalla perdita improvvisa di figlia e marito, per di più sicura che una maledizione avesse colpito la sua famiglia, Sarah volle consultare una medium (sollecitata anche da una amica). Andò a Boston e quest’ultima le disse che doveva lasciare la sua casa a New Haven, andare ad ovest e costruire una casa enorme per lei e per tutti i fantasmi delle vittime delle carabine Winchester, affermando che sarebbe vissuta solo se avesse continuato a costruire la casa. La vedova era ricca e si poteva permettere di edificare e costruire continuamente la grande casa: dal marito aveva ereditato più di 20 milioni di dollari e il 50% della proprietà della Winchester Repeating Arms Company, che le rendeva una quota giornaliera di 1000 dollari, che due anni fa erano stimabili a circa 25 mila dollari al dì.

I lavori ebbero inizio nel 1884 e, sotto la guida dell’ “architetto” Sarah Winchester, procedettero quotidianamente, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno per la bellezza di 38 anni, fino al 5 di settembre 1922, quando la vedova affranta morì, per cause naturali, all’età di 82 anni. In quel momento la proprietà era di 650000 metri quadri (162 acri), ma ora l’appezzamento di terreno si è ridotto a 24000 metri quadrati (4,5 acri), il minimo per contenere la casa e le vicine dépendance. Secondo la leggenda popolare la vedova era sicura che la casa fosse ospitata da tutti i fantasmi delle persone uccise dalle armi Winchester e che, solo continuando il delirio costruttorio, li avrebbe placati. Fu così che la sua ossessione la portò ad ampliare l’edificio costruendo anche al suo interno degli elementi inutili, come scale che non portavano a niente, finestre che si aprivano sul nulla ed un ascensore a pistoni orizzontale, l’unico che esisteva in tutti gli Stati Uniti. Prima di poter disporre tecnicamente degli ascensori (che in seguito furono 3), la vedova Winchester fece costruire in ogni dove scale di facile accesso così da poter comodamente arrivare in tutte le parti della casa nonostante la sua grave artrite. Non c’era nessuna mappa ne piano architettonico: essa stessa disegnava su un foglietto la stanza che aveva in mente e lo passava ai carpentieri. Gli spiriti, diceva, le avevano detto di costruire in quel modo. La signora aveva imparato a contattare i morti e gli spiriti, tra cui quello del marito, le indicavano come fare la costruzione. La donna inoltre aveva furbescamente inventato ingegnosi trucchi per confondere i fantasmi cattivi, come passaggi segreti attraverso i quali scomparire se si sentiva “seguita”, porte che davano su pareti e scale che portavano dritte al soffitto, lucernai costruiti l’uno sull’altro. Riguardo a questo la rivista “The American Weekly”, 6 anni dopo la morte di Sarah descrisse quanto segue (riporto le precise parole del giornale):
“Quando Mrs. Winchester si preparava ad andare nella stanza delle sedute spiritiche, perfino il fantasma di un indiano o di un segugio sarebbe rimasto scoraggiato dal seguirla: dopo aver attraversato un interminabile labirinto di stanze e corridoi, all’improvviso schiacciava un bottone, un pannello si apriva, e lei sgusciava nella stanza accanto e, a meno che il fantasma non fosse veloce e furbo, la perdeva. Poi la donna apriva una finestra e la scavalcava, non per cadere nel vuoto ma per ritrovarsi in cima a una scala che l’avrebbe fatta scendere di un piano; lì, avrebbe preso un’altra scala che l’avrebbe riportata al piano precedente e dentro la casa. Tutto questo per disorientare gli spiriti, che sono per natura molto sospettosi delle trappole.” Con gli spiriti “buoni” Sarah Winchester era invece addirittura ospitale: ad esempio si dice che, data la nota avversione dei fantasmi per gli specchi, in casa ce ne fossero appena tre. Se gli spiriti non erano soddisfatti, un’ala della casa doveva essere demolita, una stanza appena costruita doveva essere rifatta nuovamente, una scala veniva chiusa.

Parlando di numeri l’enorme casa contava 160 stanze, 40 camere da letto, 6 cucine, 2 sale da ballo, 52 lucernai, 1257 finestre e 10000 vetrate circa, 40 scale per un totale di 467 gradini, 47 caminetti, 17 camini, 76000 litri di vernici (20500 galloni) furono usati per dipingere e ridipingere in continuazione la villa, 13 stanze da bagno, di cui una accessibile solo dall’esterno (bagno pubblico???). Sul numero 13 c’è da fare una precisazione: esso ha un significato rituale in molti elementi della casa: candelabri modificati a 13 bracci, ganci appendiabiti in multipli di 13, vetrate in stile Tiffany con 13 pietre colorate e la grande campana che suonava ogni venerdì 13 per 13 volte alle 13 in punto. La figura della stessa signora Winchester assunse contorni fantasiosi: si diceva che si mostrasse solo con un fitto velo nero sul viso. Si dice inoltre che avesse licenziato servitori che l’avevano spiata senza quel velo protettivo. Le stranezze erano impregnate in quella casa infatti alcuni dicevano che potesse passare attraverso i muri e le porte, probabilmente a causa dei passaggi segreti e dei meccanismi disseminati in tutta la casa per spiare il lavoro dei domestici. Un ulteriore modo per sviare i fantasmi malvagi era quello di non dormire mai due sere di seguito nella stessa stanza. I vicini raccontavano di sentire il rintocco di una campana a mezzanotte e alle due, gli orari tradizionali dell’arrivo e della partenza degli spiriti. La “povera” Sarah era completamente succube del volere dei fantasmi infatti quando il terremoto che colpì San Francisco nel 1906 distrusse tre piani della casa, essa rimase intrappolata per lungo tempo nella sua camera da letto. Quando i domestici riuscirono a liberarla, dichiarò che quello era un segno dell’ira degli spiriti, indignati per la troppa attenzione che, nella costruzione, era stata data alle stanze sulla facciata. La parte anteriore, quindi, non fu riparata, ma fu sigillata con assi di legno, e la costruzione riprese dedicando maggiore attenzione alle altre parti della magione. Un giorno notò una macchia nera sul muro della cantina, come quella di un’impronta di una mano e, pensando fosse un presagio di morte, fece sigillare la stanza (piena di vini e liquori antichissimi, rarissimi e costosissimi) per non essere più riaperta. Tutt’oggi non se ne sa la sua ubicazione precisa. La donna fortunatamente morì nel sonno, per cause naturali (come detto in precedenza) e la dimora è meta di visita per gli appassionati del genere. Sicuramente se capitate in California vi consiglio di fare una visita a questa dimora che, non solo è bellissima ma è densa e carica di emotività e fascino. Chissà che il fantasma di Sarah non venga a farvi un saluto ….

Per approfondire ancora meglio e per avere più info vi rimando al sito ufficiale della Winchester House

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Emidio

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