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La mia opinione sulle unioni civili

In questi ultimi tempi non si fa altro che parlare di unioni civili. TV, giornali, internet, etc … ne riempiono i loro rotocalchi. Opinionisti e persone comuni, vips e politici dibattono e il parlamento deve o no approvarne una serie di leggi. Ma cosa sono le unioni civili? Per unioni civili si intendono tutte quelle forme di convivenza tra due persone, legate tra loro da vincoli sentimentali ed economici che non si sposano, (o volontariamente o perché impossibilitati) alle quali gli ordinamenti giuridici abbiano riconosciuto uno status giuridico. Le classi di unioni civili sono variegate in quanto si hanno rapporti tra sesso diverso e tra stesso sesso e l’ordinazione giuridica ha emanato varie regole. In Europa in molti paesi è già consentito mentre nel nostro (come in altri) non lo è ancora. Ed è per questo che il dibattito è acceso. C’è stata la manifestazione a favore di queste unioni e il Family Day che invece ne è contro. La mia opinione? Si sta discutendo non solo di queste unioni ma anche di utero in affitto e di adozione da parte di coppie omosessuali. Io credo nella libertà di ciascun individuo di prendere decisioni e fare della vita ciò che gli pare (nel rispetto delle leggi e della decenza naturalmente!). Se un uomo è gay ed ama un altro uomo che faccia ciò che vuole, lo stesso se lo è una donna: state insieme e convivete come un sacco di coppie eterosessuali non sposate. Ma per quanto riguarda l’adozione di un bambino io dico NO!!! Dico no perché Dio ha creato maschio e femmina per formare una famiglia che procreasse e si espandesse sulla Terra. Con che si insemina una donna? Con un uomo. Come fa un uomo ad avere un figlio? Con una donna. Non si è mai sentito il contrario. Sono convinta che un bambino ha bisogno di una figura materna (donna) e di una paterna (uomo), il resto non lo contemplo ne lo approvo. Purtroppo poi ci sono i genitori singles perché divorziati o vedovi ma questo non lo si può paragonare all’unione di due persone dello stesso sesso che vogliono figli. Non sono omofoba ne razzista ma reputo l’adozione da parte di genitori dello stesso sesso una pratica infattibile. Per quanto riguarda l’utero in affitto sono contraria: basterebbe rendere più semplice ma comunque efficace e controllato il sistema di adozioni in Italia e migliaia di bambini abbandonati da chi non li voleva avrebbe una vera FAMIGLIA! In Parlamento stanno dibattendo queste leggi, vedremo e ne riparleremo nel blog su come andrà a finire la questione.

Tra 20 giorni è Natale: come vivo questa attesa

Oggi è il 4 dicembre e tra 20 giorni circa sarà Natale. Di nuovo. Io non ho mai atteso con ansia il Natale, nemmeno quando ero più piccola. Tutti i bambini hanno quest’ansia di arrivare a quei giorni, mangiare tanti dolci, scartare i regali, giocare con i cuginetti, e così via. Ma cos’è diventato oggi il Natale? Uno spreco di soldi e tempo, il festival dell’ingordigia, chili e chili di cibo non usato gettati nel cesso, intere famiglie riunite che se potessero si ammazzerebbero ma per Natale ipocritamente si sorridono e si baciano. Baci di Giuda, sì, proprio quel Giuda che tradì il Cristo, quel Gesù a cui in “teoria” dovrebbe essere dedicata questa festa. Ma è così? Non sto a dirvi che Gesù non è nato il 25 dicembre perché a momenti lo sanno pure i bebè appena partoriti ma solo farvi riflettere su questa festa che fra poco andremo a celebrare. Ogni anno i numeri di omicidi nel periodo natalizio aumentano esponenzialmente, le famiglie chiuse in casa mangiano talmente tanto da stare male, le finanze che vacillano sovraccaricate da pacchi su pacchi e regali inutili venduti su Ebay, etc… Un elenco infinito di terribili reazioni a catena scaturite da questa inutile festa! Dopo questo articolo sicuramente avrò “milioni” di persone che mi insulteranno o mi si scaglieranno contro, vabbé, ma sono convinta che ci sarà anche chi mi darà la mano essendo d’accordo con quello che dico. Io ODIO l’ipocrisia, mi fa venire la nausea, l’orticaria, il voltastomaco e il Natale è una delle occasioni per antonomasia nel poter dimostrare questa deprecabile qualità. L’animo umano può essere pieno di buone qualità ma quando mette in atto quelle più terribili arriviamo al bivio della cattiveria. Eh sì, se vogliamo essere buoni o cattivi non serve una data. Se volete fare un dono, fatelo col cuore, qualsiasi giorno dell’anno. Amate chi vi ama e cercate di vivere in pace SEMPRE non solo nel periodo natalizio. La vita è troppo breve per essere sprecata a rincorrere i mulini a vento.

VENERDì 17: credenze, superstizioni e racconti su questo giorno molto sfortunato

Eptacaidecafobia. Cosa significa questa parola che al solo pronunciarla sembra uno scioglilingua? Fobia, come tutti bene sapete, è la paura eccessiva di una certa cosa, ma eptacaideca che cosa vuol dire? La parola complessiva deriva dal greco (ἑπτακαίδεκα “diciassette” e φόβος phóbos, “paura”) ed è……. la paura del numero 17, particolarmente se abbinato al giorno venerdì. Questo giorno particolare è ritenuto porta-sfortuna in Italia e in molti altri paesi di origine greco-latina. Nei paesi anglosassoni si ha la stessa superstizione nei confronti del numero 13 e soprattutto su venerdì 13 mentre in Grecia, Spagna e Sud-America è martedì 13. I riti e gli oggetti che aiutano a scongiurare la sfortuna prodotta da questo numero unito al venerdì sono tanti: toccare ferro o fare i corni appoggiando la mano sinistra al seno sinistro a livello-cuore (per le donne), toccarsi i genitali (per gli uomini) e in generale portare i corni rossi (a Napoli soprattutto), farsi il segno della croce, i ferri di cavallo, la coccinella, il quadrifoglio, incrociare i diti delle mani (indice e medio), etc… Per chi “soffre” di superstizione verso il numero 17, nelle città italiane, ci sono luoghi legati a riti e scaramanzie che rendono “inoffensivo” il giorno incriminato. Ora vi elenco quelli più celebri:
1. Firenze: Chi strofina il naso del Porcellino in bronzo che si trova nel Mercato Nuovo, ipoteca fortuna e prosperità. Se volete essere certi al cento per cento che il rito funzioni, mettete una monetina in bocca al Porcellino: se questa scivola oltre la grata, la fortuna è certa
2. Torino: Cercate in piazza Castello il medaglione in bronzo che raffigura Cristoforo Colombo con un mappamondo in mano. Sfregate il mignolo dell’esploratore genovese che ha scoperto l’America per aggiudicarvi la buona sorte
3. Ravenna: Per chi, invece, è alle prese con il matrimonio, consigliamo di venire qui. Portate l’amato o l’amata nella Loggetta Lombardesca dove c’è la statua di Guidarello Guidarelli. Se scatterà il bacio, il matrimonio sarà celebrato entro l’anno. Anche se il bacio arriva in un venerdì 17
4. Milano: Recatevi in Galleria Vittorio Emanuele II: al centro dell’Ottagono c’è il mosaico del toro. Un giro da 360° col vostro tallone sui testicoli dell’animale vi assicurerà una fortuna sfacciata
5. Verona: A chi ha problemi di cuore, invece, consigliamo una tappa nella città di Romeo e Giulietta. Basta mettere una mano sul seno destro della Giulietta in bronzo che si trova sotto il famoso balcone, per risolvere qualsiasi diverbio. Non dovesse funzionare, fate un salto al pozzo dell’amore.”Getta nel pozzo un solo soldino – dice il rito – pensa un momento al tuo destino, non ti distrarre, non far rumore, eccolo eccolo arriva l’amore”
6. Roma: La fortuna si “chiama” gettandosi alle spalle una monetina nella Fontana di Trevi
7. Napoli: Se cercate un miracolo venite qui. E per la precisione far visita al Cimitero delle Fontanelle dove sono raccolti i resti delle persone colpite dalle epidemie. Proprio quelle ossa sono in grado di operare miracoli
8. Treviso: nel cortile di Palazzo Zingoli c’è un’antica statua. Accarezzatele il seno, vi porterà fortuna
9. Gubbio: La fortuna si accaparra facendo tre giri attorno alla Fontana del Bergello. Il rischio, però, è che vi scambino per matti.
Al giorno venerdì 17 si sono unite altre superstizioni, soprattutto quelle legate alla magia nera come il passaggio di un gatto nero, aprire l’ombrello in casa (se è nero ed è venerdì 17 è il massimo della sfiga!), camminare sotto una scala, etc…
Ma perché questo “povero” numero e questo “malcapitato” giorno è sinonimo di sfiga, che al solo sentirlo la gente inizia a fare gli scongiuri? Esistono varie leggende o miti sull’origine di questa superstizione. Una di quelle più conosciute è la seguente. Venerdì 17 è considerato un giorno particolarmente sfortunato in quanto si uniscono due elementi molto negativi: il venerdì santo (giorno della morte del Cristo) e del numero 17. Sarebbe come unire il sacro e il profano. Ma perché proprio 17? Anche qui le leggende si rincorrono e si scontrano tra loro. Io ve ne parlerò di una in particolare. Innanzitutto facciamo una premessa: solitamente le persone che sono superstiziose sono anche molto religiose, in questo caso cattoliche (questo non toglie che ci siano membri di altre fedi che lo siano, ma in questo caso e nella nostra nazione, cattoliche). Perché proprio cattoliche? Le paure che a volte i misteri della religioni mettono nelle persone portano a formulare delle superstizioni o dei riti atti a scongiurare la sfiga e mandare via il maligno. Il 17 deriva dal racconto biblico della Genesi dove si parla della nascita della Terra, l’inizio della vita animale, vegetale e umana ma soprattutto si parla di Noè. Chi è Noè? Dal racconto che ne fa la Bibbia (ognuno è libero di crederci o no) è famoso costruttore dell’arca che fece sopravvivere lui e la sua famiglia al Diluvio Universale che Dio mandò sulla Terra per togliere di mezzo chi non gli ubbidiva. E quale giorno avvenne il diluvio? Genesi capitolo 7 versetto 11 (versione La Nuova Diodati) ci dice: “Nell’anno seicentesimo della vita di Noè nel secondo mese, nel diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno, tutte le fonti del grande abisso scoppiarono e le cateratte del cielo si aprirono.” Che fosse venerdì o no non lo sappiamo ma, come avete appena letto, era 17! Si dice inoltre che la morte stessa di Gesù Cristo (avvenuta di venerdì) sia caduta di 17: venerdì 17! Ci sono altre teorie sul perché questo numero sia considerato sfortunato. Nell’antica Grecia i seguaci del matematico più famoso di tutti i tempi, Pitagora, disprezzavano il numero 17 perché si trova tra il 16 e il 18, numeri “perfetti” secondo loro perché rappresentavano i quadrilateri 4×4 e 3×6. Di contro c’è la Cabbala Ebraica che considera il 17 un numero fortunato in quanto è la somma delle tre lettere dell’alfabeto ebraico che compongono la parola “bene”. Al tempo degli antichi romani nelle tombe vi si scriveva “VIXI”, che letteralmente significa “ho vissuto” ma nel Medioevo tale iscrizione veniva confusa col numero 17 che invece i romani scrivevano così XVII.
È stato prodotto pure un famoso film su questo giorno, un film horror (Venerdì 17) e, successivamente, una parodia di tale pellicola (Shriek, hai impegni per venerdì 17?), i gadget e magliette si sprecano.
Personalmente non credo alla sfortuna, le cose capitano e basta, non esiste sfiga!
Ma che giorno è oggi???????
VENERDì 17!!!!! State attenti superstiziosi di tutto il mondo, se fossi in voi non uscirei nemmeno di casa!!!!!!!! Voi restate in casa, io esco!! Ciao Ciao